ELEZIONI: I GAY CONTANO?

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Toscana. A poche settimane dalle amministrative, facciamo il punto sulle politiche per i gay con i candidati sindaco, di tutti gli schieramenti, a Pisa e Viareggio. Tra conferme...

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PISA – La campagna elettorale è ufficialmente iniziata. Pisa e Viareggio sono le due più importanti realtà toscane dove si vota. Diverse per storia e cultura, la prima è sede di una delle più importanti università italiane, città tollerante e sensibile ai temi della pace; l’altra è crocevia di un turismo sempre più attento ai gay, nonché centro dell’omonimo carnevale. Due città governate finora da giunte di centro-sisnistra, nelle quali si confrontano idee e programmi alternativi. Fontanelli (sindaco uscente) e Mezzanotte per Pisa; Marcucci (sindaco uscente), Volpe (centro-destra), Ricci (Margherita) e Benincasa (UdC) per Viareggio.
Abbiamo chiesto ai protagonisti di questa competizione elettorale di rispondere ad alcune nostre domande riguardanti la specificità del territorio, ma anche temi più generali come il Pacs (patto civile di solidarietà) e il registro delle unioni civili.
Partiamo da Pisa.
Il Pacs – sostengono alcuni oppositori alla legge – è una misura superflua perché scollegata da una legislazione più ampia sulle coppie di fatto. Qual è la vostra opinione al riguardo?
Potete citare una o più misure di carattere economico, culturale e sociale del vostro programma di governo per la minoranza gay/lesbica della città?

Condivide solo in parte le considerazioni riguardanti il Pacs Paolo Fontanelli – l’attuale sindaco di Pisa che punta alla rielezione – che riafferma «il valore simbolico e politico di alcuni strumenti pratici» come appunto il Pacs, o come il registro delle unioni civili, pur in un ottica diversa rispetto al matrimonio civile. Il registro delle coppie di fatto, ad esempio, «che Pisa ha voluto come primo comune italiano, oltre a rappresentare un elemento di democrazia e di ampliamento dei diritti civili, fornisce ai cittadini una nuova possibilità di scelta, facendoli sentire più liberi. E’ dunque un istituto da rafforzare ed estendere.»
E se da una parte Fontanelli conferma anche per il suo (eventuale) secondo mandato la continuità con le scelte del passato, di opinione opposta è il candidato sindaco del centro-destra Michele Mezzanotte, che pur condividendo il valore culturale e sociale delle differenze e condannando «ogni tipo di pregiudizio costruito sui luoghi comuni», ricorda che la famiglia rimane «l’unione di uomo e donna al fine della procreazione ed essa si pone in modo diverso rispetto alle unioni di fatto. Le politiche della famiglia, quindi, non posso essere uguali a quelle delle coppie di fatto, perché rappresentano soluzioni diverse per esigenze diverse. L’errore sta voler far coincidere le politiche della famiglia con le politiche delle coppie di fatto.» Ciò non toglie – conclude il candidato sindaco – «che io mi schieri a fianco delle persone gay se ad esempio queste vengono discriminate o che possa investire risorse economiche della collettività per ridurre il loro disagio.»
Da Pisa a Viareggio, l’attenzione si sposta quasi naturalmente sui temi del turismo gay-friendly.
La Versilia basa parte della la propria economia sul turismo gay e lesbico. Come rispondete a chi denuncia rischi economici e sociali in merito ad un tipo di offerta strettamente legata ai gusti del “target” gay?
«Rispondo con i fatti – afferma il candidato sindaco della Margherita Sauro Ricci – Sono stato vicesindaco della giunta Costa ed assessore al bilancio della giunta Marcucci, quindi condivido le responsabilità politiche dell’amministrazione viareggina da otto anni a questa parte. Posso affermare che non esistono rischi legati al turismo gay e che oltretutto non ha senso parlare di “minoranza” per una componente così diffusa nella nostra società. Misura del mio programma è soprattutto la disponibilità all’ascolto e al confronto con le esigenze poste, volta per volta, da associazioni o gruppi che rappresentano il movimento omosessuale.»
Opinione, tra l’altro, speculare rispetto a quella del sindaco uscente Marco Marcucci, secondo cui Viareggio è un esempio di come il turismo “tradizionale” possa convivere con esigenze e stili di vita «diversi ma altrettanto significativi.»
Di segno diverso la “lettura” del candidato sindaco Alberto Benincasa: «Mi permetto di dubitare che il dato, così come lei lo espone, corrisponda del tutto alla verità. Certamente il turismo gay è una realtà importante in Versilia, ma questa terra è anche punto di ritrovo per molte famiglie. La Versilia è aperta a tutti, a prescindere dai gusti sessuali, politici, religiosi di ciascuno. Circa il Pacs – prosegue il candidato dell’UdC – non mi sembra lo strumento più adatto per garantire la parità alle coppie omosessuali. L’unico strumento sarebbe il matrimonio civile: personalmente non vedrei nulla di male a che due persone dello stesso sesso vedessero riconosciuta dal punto di vista normativo la loro unione, attraverso il vincolo matrimoniale.»
Critica a questo riguardo la posizione del candidato del centrodestra Alessandro Volpe, che riconosce «pari dignità a tutte le espressioni culturali e sociali», ma distingue le unioni di fatto dalla famiglia tradizionale, auspicando misure d’intervento diverse, anche di incentivazione turistica, in favore soprattutto della seconda.

di Dario Remigi

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