Elezioni, Adinolfi vuole Silvana De Mari candidata col Popolo della Famiglia

Anche il partito integralista comincia le manovre verso le politiche 2018, obiettivo: entrare in Parlamento.

Nell’onda nera che punta a un seggio a Montecitorio ci sono anche loro: Mario Adinolfi e Silvana De Mari.

A rivelare le intenzioni del presidente del Popolo della Famiglia è il quotidiano cattolico Avvenire, secondo cui la dottoressa e scrittrice Silvana De Mari, già nota alle cronache per le sue crociate omofobe, potrebbe essere uno dei candidati di punta della formazione ultracattolica. Se una vittoria nei collegi della quota maggioritaria è fuori questione, è nella parte proporzionale che l’esito appare più incerto.

L’obiettivo di Adinolfi e compagni è raggiungere l’agognato 3% su base nazionale che consentirebbe al Popolo della Famiglia di entrare in Parlamento come previsto dalla nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum 2.0. Un traguardo non completamente fuori portata e che proietta sulle Camere una pericolosa ombra omofoba; oltre al partito integralista infatti tutta la serie di sigle di estrema destra fiorite in Italia nel corso degli ultimi anni punta a sfruttare la bassa soglia d’accesso per conquistare la ribalta politica.

Quanto a De Mari, la dottoressa è attualmente in giudizio a Torino per diffamazione aggravata dalla finalità discriminatoria e dell’istigazione all’odio, dopo la denuncia del Coordinamento Torino Pride a suo carico.

A fare scattare la denuncia delle associazioni LGBT le sue parole sui gay come “nuova razza ariana”, la sua autoproclamazione come “colei che distruggerà il movimento LGBT” e gli antiscientifici e improbabili collegamenti tra satanismo e sesso anale che costituiscono il pezzo forte delle predicazioni di De Mari.

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Nonostante il pubblico ministero abbia proposto l’archiviazione per impossibilità a procedere, la gip Boemio ha deciso di rigettare la richiesta e ha rinviato a processo De Mari.