ELEZIONI: UN GAY A TRIESTE

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Fabio Omero di Arcigay candidato al consiglio comunale

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Le elezioni amministrative nel Friuli-Venezia Giulia, trattandosi di una Regione a statuto speciale, non si sono ancora tenute, e avranno luogo domenica prossima 10 giugno. Alle comunali di Trieste è ricandidato, nella lista dell’Ulivo, il consigliere uscente Fabio Omero, che è anche membro della segreteria nazionale dell’Arcigay.

Omero, 46 anni, è architetto, insegnate di storia dell’arte nelle scuole superiori di Trieste, consigliere comunale di Trieste dal 1997 al 2001 e componente della commissione comunale per le politiche sociali, consigliere provinciale di Trieste dal 1982 al 1988, componente della segreteria e della direzione della federazione dei Ds di Trieste, componente della segreteria nazionale dell’Arcigay e presidente dell’associazione di Trieste; autore del libro "I diritti degli Omosessuali" per le edizioni Marsilio, consulente del SerT dell’ASS di Trieste e coordinatore del progetto di riduzione del danno nella tossicodipendenza; è stato direttore del giornale "Il Lavoratore" di Trieste dal 1991 al 1993 e collaboratore quale programmista e sceneggiatore della Rai del F.V.G. dal 1980 al 1987; è stato socio fondatore e presidente della cooperativa Cinquantacinque e ha collaborato alla nascita e allo sviluppo della Scuola di musica 55; è stato socio fondatore e consigliere di amministrazione della cooperativa Bonaventura e del Teatro Miela, consigliere di amministrazione della cooperativa sociale agricola Monte S. Pantaleone e sindaco della cooperativa sociale La Collina.

Quali sono le novità in queste elezioni?

Cambiamo sindaco perché l’era di Illy è finita, visto che sono già due legislature che ha fatto e ora è finito in parlamento, e il nostro candidato è ancora una volta un imprenditore, Federico Pecorini, che è sostenuto appunto dall’Ulivo, da una lista civica che porta il nome di Illy, e dai Verdi. Pacorini ha inserito nel suo programma una proposta per istituire un "ufficio per l’inclusione" per promuovere progetti contro l’esclusione e la separazione sociale, contro le discriminazioni e a favore del protagonismo di quei cittadini "deboli" che non hanno potere contrattuale nei rapporti con le istituzioni.

Tu sei un attivista storico dell’Arcigay, vero?

Sì, sono presidente dell’Arcigay di Trieste e membro della segreteria nazionale.

Come è la situazione dei gay di Trieste?

Esiste il circolo che con alti e bassi sta funzionando, la sua attività la fa, eravamo anche a una manifestazione recentemente, dove partecipano le varie associazioni del volontariato della zona. Questo per dire che la presenza sul territorio la abbiamo, l’attività di prevenzione Aids la facciamo, e in più c’è un telefono amico che è attivo. Trieste manca in realtà di spazi altri di aggregazione, questo è il problema: esiste una discoteca gay-friendly, ma mancano bar o locali di diverso tipo, forse perché manca un’imprenditoria gay.

La tua militanza gay come entra nella tua attività politica in consiglio comunale?

Io l’altra volta ho tentato di far approvare un registro per le unioni civili, ma mi è andata male. Trieste è una di quelle città dove il consiglio comunale ha bocciato la proposta dell’istituzione del registro. In realtà questo resta un grosso problema; inoltre la città, anche se è governata dal centro-sinistra, è una città in buona parte di destra, quindi temo che anche questa volta sarà difficile ottenere una cosa del genere. Per il resto io, anche nella scorsa amministrazione, mi sono occupato in generale delle politiche sociali e quindi i diritti sono uno degli elementi cardine della mia attività politica.

Vuoi lanciare un messaggio ai lettori di Gay.it?

Ai lettori triestini, soprattutto, vorrei dire che credo che il voto dato al centro-sinistra sia importante per ottenere una continuità per il rilancio della città. Credo che l’alternativa di destra è estremamente pericolosa per la città, perché in sette anni di amministrazione Illy la città è tornata ad essere una città conosciuta e riconosciuta a livello italiano, e anche europeo, e ha un ruolo in quello che è lo spazio dell’apertura dell’Europa a est. La paura è che una vittoria della destra ci riporti indietro una decina di anni, e credo che anche agli omosessuali interessi una città aperta e in crescita. Una città, soprattutto, cha ha visto tra le tante cose crescere anche il turismo e credo che agli omosessuali anche il turismo possa essere qualche cosa che interessi che cresca.

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