ELEZIONI US: LA DELUSIONE DEI GAY

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Le associazioni glbt: "la riconferma di Bush è un passo indietro". Amarezza per i referendum sulle nozze omosex. Ma dopo lo sconforto, la determinazione: "continueremo ad avanzare".

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SAN FRANCISCO – Dopo che i risultati delle lezioni americane di martedì si sono finalmente definiti, molte associazioni gay stanno sforzandosi di trasformare la loro delusione in determinazione a lottare più duramente di prima per l’uguaglianza di diritti per le persone glbt americane.
I leader gay sono rimasti delusi non solo dalla sconfitta del senatore John Kerry da parte del presidente George W Bush, ma hanno anche lamentato la schiacciante vittoria dei referendum che in 11 stati hanno negato i diritti matrimoniali alle coppie omosessuali.
Anche le future nomine di giudici e le politiche di lotta all’HIV/AIDS preoccupano molti gay. «La scorsa notte, abbiamo fatto un passo indietro – ha detto ieri Matt Coles della ACLU Lesbian & Gay Rights Project – Undici stati hanno modificato la carta principale per sancire che la nostra società deve tenere le coppie omosessuali fuori da questa società per sempre». Ha aggiunto, però, che «i risultati ieri non hanno concluso nulla». L’ACLU sta sostenendo con forza processi relativi all’uguaglianza per i cittadini glbt a New York, California, Washington, Maryland, New Jersey, Florida e altri stati.
La Gay Men’s Health Crisis, con sede a New York City, ha espresso «un profondo senso di delusione» circa la ri-elezione del presidente Bush. «Nei quattro anni scorsi – è scritto in un comunicato dell’associazione – la risposta dell’amministrazione Bush all’epidemia di HIV/AIDS si è fatta notare per gli attacchi ideologici ai programmi di prevenzione HIV e agli sforzi della ricerca e per il sostanziale abbandono del finanziamento necessario per i programmi di trattamento e cura nazionali e globali».
Naturalmente molti democratici sono addolorati dal risultato delle elezioni presidenziali. Secondo gli exit poll, circa il 77 percento degli elettori glbt ha scelto Kerry. Molti democratici politicamente attivi si sono spostati negli stati più importanti per aiutare la campagna di Kerry, spesso sacrificando i giorni di ferie.
In un sondaggio non scientifico condotto tra i visitatori del sito PlanetOut lunedì, il 61% di coloro che hanno risposto al sondaggio ha detto che si sentirebbe “depresso” o “deluso” se il suo candidato non vincesse.
Persino Andrew Sullivan, famoso commentatore omosessuale conservatore che ha deciso di votare per John Kerry, ha definito la sconfitta «molto profondamente scoraggiante». Ciononostante ha incoraggiato i lettori a non «cedere alla disperazione» e di «trasformare il dolore in orgoglio».
Sul suo sito, Lambda Legal ha confermato che i risultati dell’Election Day sono una «battuta d’arresto» per la comunità glbt, ma ha sollecitato i membri a ricordare che gli ultimi due anni hanno portato «i più significativi risultati per i diritti civili che avessimo mai sperimentato». «Abbiamo scalato la pendice di una montagna in questi ultimi 18 mesi e ieri siamo scivolati un po’ indietro – afferma l’associazione – Ma non c’è alcun dubbio, continueremo la nostra scalata».

di Gay.com

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