Elezioni USA: i candidati e il “fattore gay”

Il giorno delle presidenziali americane si avvicina. Ecco come i candidati dei due schieramenti la pensano sul tema dei pari diritti per gay e lesbiche, matrimonio, servizio militare, omofobia.

Tornano dopo quattro le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e con loro anche il tema dei diritti per le coppie gay. Il presidente George W. Bush, su questo in contrasto col suo partito, già nel 2004 intervistato dalla ABC si era dichiarato favorevole alle Unioni Civili ma assolutamente contrario al matrimonio gay, arrivando nel corso del suo mandato a proporre un emendamento alla Costituzione Federale per mettere definitivamente al bando i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Un proposito mai arrivato a compimento in quanto nel Congresso non ci sono mai stati i numeri necessari per poterlo approvare. L’istituto dell’Unione Civile esiste già in Vermont, New Hampshire e New Jersey mentre altri stati ancora riconoscono vari diritti alle partnership domestiche. I matrimoni gay veri e propri in questo momento sono legali in tre stati (California, Connecticut e Massachusetts) a cui va aggiunto lo stato di New York, dove non si celebrano ma dove sono riconosciuti come validi gli atti matrimoniali rilasciati altrove. In California tuttavia la situazione ancora incerta in quanto il giorno delle elezioni si voterà anche un referendum voluto dai movimenti religiosi e dagli ultraconservatori per abrogarli.

I candidati alla vicepresidenza

Durante l’unico faccia a faccia televisivo dedicato ai due vice il senatore democratico Joe Biden ha promesso che «in un’amministrazione Obama-Biden non ci sarà nessuna differenza dal punto di vista costituzionale e legale tra una coppia dello stesso sesso e una eterosessuale, come il diritto di visita negli ospedali, la condivisione delle proprietà le assicurazioni sulla vita, eccetera. Tutto ciò è semplicemente giusto e costituzionale, dunque c’è il nostro pieno supporto per estendere alle coppie dello stesso sesso gli stessi benefici di quelle eterosessuali. (…) Tuttavia non siamo per la ridefinizione dal lato civile di cosa costituisce un matrimonio».

La sua rivale, la governatrice repubblicana dell’Alaska Sarah Palin, si è detta contraria al riconoscimento di pari benefici tra coppie etero e omosessuali «se questo significa andare verso la ridefinizione di matrimonio inteso come tra un uomo e una donna. Ma voglio chiarire di essere tollerante» e quindi «in un’amministrazione McCain-Palin non ci sarebbe niente che proibirebbe il diritto di visita in ospedale o per contratti che possano essere negoziati tra le parti.» Naturalmente il "niente che proibirebbe" non sancisce alcun diritto.   

I candidati presidenti

Tra democratici e repubblicani c’è notevole differenza proprio nell’approccio complessivo alla realtà gay e lesbica. Il navigato senatore repubblicano sezione rivolta alla comunità lgbt. Vediamo dunque quelle che sono le differenze tra i due contendenti partendo proprio dal controverso punto della possibilità per le coppie gay e lesbiche di potersi sposare.

Sebbene entrambi nel 2006 abbiano votato contro la proposta di Bush di modificare la Costituzione federale per mettere al bando i matrimoni gay McCain in Arizona aveva anche votato contro le unioni civili per le coppie omosessuali e oggi, riguardo all’imminente referendum in California, dice di «appoggiare gli sforzi che i californiani stanno facendo per riconoscere il matrimonio unicamente come tra un uomo e una donna». Obama invece si oppone «a tutte quelle modifiche costituzionali, sia a livello statale che federale, che creino divisioni e discriminazioni» e sarebbe totalmente a favore dell’abrogazione del Defense of Marriage Act, la norma a "difesa del matrimonio" approvata nel 1996 e che nega alle coppie dello stesso sesso oltre mille benefici e diritti riconosciuti invece a livello federale alle coppie etero sposate. Sul tema del diritto all’adozione (che peraltro negli USA è diffusa anche tra i single) Obama ritiene che le persone lgbt dovrebbero avere le stesse possibilità di adottare degli eterosessuali, mentre McCain ha dichiarato di «non credere all’adozione gay».

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Militari, discriminazioni e lotta ai crimini d’odio

La controversa e ipocrita norma militare del "Non chiedere, non dire", che impedisce alle persone dichiaratamente omosessuali di potersi arruolare, è sostenuta da McCain che sostiene che tale legge «stabilisce senza ambiguità che l’essere apertamente omosessuali all’interno delle forze armate rappresenta un intollerabile rischio per il morale, la coesione e la disciplina». Barack Obama invece è favorevole alla sua abrogazione. Sul versante della lotta alle discriminazioni a parole tutti i politici (anche nella nostra penisola) si dichiarano sempre contrari a ogni forma di discriminazione ma quando si passa ai fatti si può verificare chi all’atto pratico ha fatto qualcosa. Obama ha sostenuto la legge per rendere illegali le discriminazioni in campo lavorativo basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere e ha sostenuto in Illinois, lo stato nel quale è stato eletto, il Fully Inclusive Non-discrimination Bill. McCain invece ha votato contro l’Employment Non-discrimination Act, giustificando quella scleta «perché non credo che [le persone omosessuali] appartengano a una categoria speciale.»

E chiudiamo con un argomento del quale si discute da qualche tempo anche in Italia, ovvero se estendere i cosiddetti reati d’odio (quelli scatenati su basi razziali, politiche, religiose etc.) facendo in modo che siano compresi anche quelli basati sull’identità di genere e orientamento sessuale. Anche qui più delle parole parlano i fatti. Obama in Illinois fece approvare una norma in tale senso e ha promesso di riproporla anche a livello federale. McCain invece ha votato contro l’aggiunta dell’orientamento sessuale alla normativa federale sui reati d’odio nel 2000, nel 2002 e nel 2004.

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