Elsa Fornero alla Camera: “impegno contro discriminazioni”

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Il ministro del Lavoro Elsa Fornero parla davanti alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera e promette di impegnarsi contro le discriminazioni "verso omosessuali e transgender".

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Per la prima volta il ministro del Lavoro Elsa Fornero parla delle Pari Opportunità di cui ha la delega nel Governo. "Il mio impegno (contro le discriminazioni, ndr) è pieno – ha detto il ministro – anche verso gli omosessuali ed i transgender". Sono state queste le parole nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera sulle linee programmatiche del dicastero proprio in materia di pari opportunità. "Un dato che è sotto gli occhi di tutti – ha affermato Fornero – è il grave ritardo culturale, di apertura mentale che il nostro Paese rappresenta in tema di pari opportunità, nell’accesso ai diritti rispetto alle diversità, che sono molte tra le persone e che non possono essere oggetto e motivo di discriminazione. Il mio impegno è pieno. I diritti – ha detto – sono importanti e l’impegno contro le discriminazioni e contro chi le fa sorgere deve essere massimo. La diversità è un valore, deve essere tra le cose che i bambini imparano da piccoli. I semi si gettano tra i bambini e soprattutto nelle scuole" e su questo, ha proseguito Fornero, c’è in porto una collaborazione con il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo. "Bisogna superare i ritardi culturali enormi, anche geografici" che ci sono nel Paese, ha concluso.

Plauso al ministro è arrivato da Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, il quale auspica "che la dichiarazione assuma rapidamente maggior concretezza, nel solco dell’operatività che  contraddistingue questo Governo ‘di corsa’, anche perché omosessuali, lesbiche e trans italiani stanno partecipando esattamente come ogni altro cittadino alla chiamata ai sacrifici che questo Governo ha imposto al Paese". Per Patanè "Tra il sacrificarsi e l’immolarsi però di strada ne passa, e lo status di oggettiva impossibilità nell’accesso di diritti (no al matrimonio gay, no alle unioni civili) e discriminazione (no a leggi contro l’omofobia e la transfobia) di omosessuali, lesbiche e trans italiani assomiglia  più a un inutile immolarsi piuttosto che ad un doveroso sacrificarsi per il bene di tutto il Paese. E questa situazione, che non da a migliaia di cittadini necessari stimoli per partecipare attivamente alla collettività,  va rapidamente sanata nel solco di quanto sta accadendo nel civile Occidente. Da questo punto di vista un Governo tecnico potrebbe fare molto ad iniziare da un rinnovato e concreto impegno a livello europeo rispetto all’atteso e decisivo traguardo della direttiva orizzontale in materia di parità, su cui il Ministro Fornero si è già positivamente espressa negli scorsi giorni, e rispetto alla traduzione normativa della dignità costituzionale delle coppie dello stesso sesso già espressamente riconosciuta dalla sentenza 138 del 2010".

Per la deputata PD Paola Concia le parole del ministro sono "un buon punto di partenza" e le suggerisce di usare "la prima indagine ISTAT sull’omofobia in Italia e la ricerca commissionata dal Ministero del welfare ad Arcigay sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro".

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