889 emendamenti alle unioni civili: ecco i numeri esatti

Mercoledì la Commissione Giustizia della Camera inizierà ad esaminarli

Sono per l’esattezza 889 gli emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari al disegno di legge sulle unioni civili e le convivenze di fatto in discussione in Commissione Giustizia alla Camera, ancora in sede referente. Mercoledì – salvo sorprese – la Commissione Giustizia inizierà ad analizzarli, mentre ai primi di maggio è previsto l’arrivo in aula dove è sempre più probabile che il Governo ponga la fiducia.

C’era chi si aspettava un numero più alto ed in effetti 889 emendamenti non sono tantissimi. Ecco i numeri esatti: ne hanno presentati ben 124 il gruppo misto, 18 SEL (Sinistra e Libertà), 7 il Partito Democratico (in realtà si tratta di sette emendamenti migliorativi presentati a titolo personale dalla deputata Michela Marzano), 38 Democrazia Solidale-Centro Democratico (13 deputati che fanno capo a Lorenzo Dellai e che fanno parte della maggioranza di governo), 81 i cattolici di Alleanza Popolare, 85 Forza Italia, 24 il Movimento 5 Stelle, 12 Fratelli d’Italia e 500 esatti la Lega Nord. I testi degli emendamenti saranno disponibili online sul sito della Camera presumibilmente già nella stessa giornata di lunedì prossimo.

Il segnale positivo che molti attendevano è che dal Partito Democratico non sono arrivate proposte di modifica (salvo i 7 presentati a titolo personale da una deputata): ciò vuol dire che dopo lo stralcio della stepchild adoption i malumori dei cattodem si sono del tutto sopiti. E’ comunque sempre più probabile che il Governo deciderà di porre la fiducia al ddl una volta che arriverà in aula, presumibilmente ai primi di maggio, nonostante che il PD alla Camera disponga di ben 302 deputati su 630 e quindi abbia da solo poco meno della maggioranza assoluta.

“Dopo la presentazione degli emendamenti al disegno di legge sulle unioni civili e le convivenze di fatto, la prima responsabilità del legislatore è quella di portare a casa la legge senza modifiche, così come uscita dal Senato”. Lo ha dichiarato ieri Alessandro Zan, deputato Pd membro della Bicamerale sulle unioni civili. “Fare diversamente, approvando anche uno soltanto dei 940 emendamenti presentati al testo” spiega il parlamentare, “significherebbe rimandare le unioni civili nuovamente al Senato, conducendole verso un binario morto. L’Italia” ha proseguito Zan “si sta rimettendo in pista sul campo dei diritti civili e non può permettersi di perdere questa sfida: ancora pochi passi e avremo una buona legge che pone fine a una pesante discriminazione e riconosce finalmente pari dignità e diritti alla vita familiare delle coppie gay e lesbiche, introducendo anche una regolamentazione delle convivenze di fatto” conclude.