Emilia: alle Pari Opportunità la cognata di Casini

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La candidatura della consigliera Silvia Noè, capogruppo dell'Udc alla Regione e cognata del leader del suo partito, ha scatenato le proteste delle associazioni lgbt che l'accusano di "integralismo".

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Sta provocando non poche reazioni e polemiche la candidatura di Sivlia Noé, consigliera dell’UDC e cognata di Pierferdinando Casini, come presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna.

"Un’esponente UDC presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Emilia Romagna – ha commentato Ivan Scalfarotto, vice presidente del Pd, sui social network -? Allora facciamo il Conte Dracula presidente dell’AVIS di Bologna".

Contro la candidatura di Noé, che è sponsorizata dal presidente della Regione, il democtatico Vasco Errani, si sono schierati Sinistra e libertà, Italia dei valori, Federazione della sinistra e le associazioni femministe e lgbt emiliane.

A preoccupare le associazioni è il potenziale vuoto di laicità che l’elezione di una cattolica comporterebbe in un settoe socialmente così importante come le Pari Opportunità.

Sono note, infatti, le posizioni di Silvia Noè su temi come la famiglia. "Silvia Noè ha espresso pubblicamente e decisamente la propria visione della famiglia basata sulla relazione tra un uomo e una donna – scrive l’associazione Orlando -, dei limiti severi da porre alla libertà di scelta nelle preferenze sessuali e su temi attorno a cui da donne e femministe abbiamo pensato e agito in coscienza: l’interruzione della gravidanza, la possibilità di scegliere il proprio destino di persona malata attraverso il testamento biologico".

In una nota congiunta diffusa nel week end, Arcigay, Agedo, 3D, Mit, Antagonismogay, Famiglie Arcobaleno e Rete Laica chiedono "una Presidenza rispettosa del diritto all’autodeterminazione di ogni donna e di ogni uomo". "Posizioni anti-abortiste – si legge nel comunicato -, contrarie all’esercizio della libertà individuale sui temi della vita e del fine-vita; posizioni discriminatorie nei confronti delle famiglie di chi sceglie di non sposarsi e delle famiglie delle persone omosessuali, bisessuali e trans; posizioni dettate dall’integralismo religioso, all’insegna della più crudele ortodossia conservatrice, non corrispondono al profilo che pretende la maggioranza dei cittadini emiliano-romagnoli".

Lei, comunque, non si lascia intimidire. "Mi attaccano per la mia formazione cristiana – ha dichiarato secondo quanto riporta il Corriere della Sera – e per questo vogliono zittirmi. Ma io non mi farò chiudere la bocca: siamo in una democrazia. Il presidente è una persona seria e sarà garante delle regole della Regione. Le sinistre non possono stravolgere questo principio". L’elezione della presidente della Commissione PariOpportunità potrebbe avvenire già entro oggi, ma associazioni e partiti annunciano battaglia.

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