Empoli: il carcere per trans non aprirà, sarà riconvertito

Il veto arriva direttamente dal ministro Alfano, ma le ragioni non si conoscono. Il garante per i detenuti di Firenze: “Pare che sia la sua concezione della sessualità a dettare una scelta moralista”.

Doveva essere un’esperienza all’avanguardia, di quelle che fanno scuola e invece, il carcere di Empoli che avrebbe dovuto accogliere solo detenute transessuali non solo non ha mai aperto i battenti, ma sarà riconvertito in carcere tradizionale, anche se non si sa ancora se femminile o maschile.

Indignato il garante per i detenuti di Firenze Franco Corleone che ha anche iniziato uno sciopero della fame, giunto oggi al quinto giorno. Il ministro della Giustizia Alfano, infatti ha messo il veto sull’apertura di Empoli come struttura dedicata alle persone trans. "L’arroganza offensiva del potere dell’Amministrazione Penitenziaria – ha dichiarato Corleone, stando al sito Giornalettismo.com  -, si rifiuta di spiegare perché si è cancellata l’esperienza della custodia attenuata per detenute tossicodipendenti e le ragioni per impedire il nuovo esperimento di carcere transgender". "E’ sempre più diffusa la voce – conclude Corleone – che la ragione moralista e perbenista è dovuta alle concezioni della sessualità del Ministro". 

"Impedire l’apertura del carcere di Empoli per le persone transessuali sarebbe una crudeltà, mi auguro che Alfano torni su suoi passi – ha dichiarato a CNRmedia Vladimir Luxuria -. L’idea che si potesse fare un edifico apposito per transessuali con uno staff tecnico specifico e agenti penitenziari informati, l’idea che le persone transessuali detenute potessero per motivi di salute continuare a prendere gli ormoni, l’idea che non bisognasse confinare le trans in sezioni divise era un atto di grande civiltà e impedirlo è la dimostrazione che la politica a volte non sa nemmeno cosa sia la pietas".

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