Empoli: unioni gay, Sindaco contro Vescovo

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Mons. Antonelli aveva difeso la famiglia tradizionale rifiutando ogni equiparazione con le coppi edi fatto, ma il Sindaco interviene ricordando che la società cambia.

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EMPOLI – “Dobbiamo promuovere la famiglia anche sul piano culturale, sociale, politico: non possiamo accettare quelle iniziative che mirano a equiparare alla famiglia altre forme di convivenza. Questo vorrebbe dire misconoscere la sua originalita’, i tratti unici e inimitabili che ne fanno la base del vivere comune”: lo ha detto l’arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli, di fronte alle oltre millecinquecento persone che ieri hanno partecipato alla Festa Diocesana della Famiglia nel parco pubblico di Villa Solaria, a Sesto Fiorentino.
Parole che sono suonate come un riferimento, sia pure indiretto, al registro delle unioni civili per il quale il comune di Empoli si e’ rimesso in moto a livello di Consiglio regionale, provocando una dura presa di posizione da parte del gruppo Udc, che ha presentato una mozione per impegnare la giunta toscana a difendere “il valore sociale della famiglia fondata sul matrimonio”.
Il sindaco di Empoli, Vittorio Bugli, osserva che “l’arcivescovo ha ragione a difendere un’ impostazione che fa capo alla religione cattolica, e’ una posizione lecita della Chiese, ma non e’ la nostra”.
“Noi sosteniamo la famiglia, e questo e’ valorizzato nel nostro statuto, ma consideriamo che oggi ci siano altre forme di famiglia -aggiunge Bugli che conclude- e non vediamo perche’ due anziani oppure due omosessuali che decidono di vivere assieme, non debbano avere la stessa dignita’ e gli stessi diritti che due persone sposate”.

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