Epic fail: La Stampa copia Manif per spiegare la “teoria del genere”

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Quotidiani nazionali tentano di spiegare ciò che non esiste. I risultati sono disastrosi.

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Dopo le dichiarazioni di ieri di Bergoglio a proposito della “teoria del gender” molti quotidiani nazionali si sono prodigati in tentativi di spiegazione di cosa fosse, questa teoria, ignota alla maggior parte dei loro lettori.

Tentativi riusciti molto male che hanno scatenato polemiche e reazioni indignate da parte della comunità lgbt. A scivolare vistosamente sull’argomento sono stati, soprattutto il Corriere della Sera e La Stampa, due prestigiosi e autorevoli quotidiani (il Corriere viene considerato “il primo quotidiano d’Italia) che hanno deciso di affrontare la questione affidandosi più all’improvvisazione che all’approfondimento.

Il caso più eclatante è quello della Stampa che, in un articolo intitolato “La teoria del genere in cinque punti”, ha pubblicato poco più che un copia e incolla dal sito della Manif Pour Tous Italia . Una serie di mistificazioni e informazioni confuse in cui identità di genere, orientamento sessuale, identità sessuale e ruoli di genere vengono illustrate sulla base della propaganda anti-gay di cui l’associazione è una delle maggiori promotrici.

Viene fuori, dunque, da una fonte ritenuta attendibile come La Stampa di Torino, che “abbandonato il dualismo eterosessuale, maschio o femmina, in favore di una gamma più vasta di auto-rappresentazione di sé, sono cinque i generi principali: maschile, femminile, omosessuale, transessuale, ermafrodita”. Solo per fare un esempio.

Identità di genere, sesso biologico e orientamento sessuale confusi in un unico calderone senza spiegare che, invece, l’omosessualità e la bisessualità sono orientamenti sessuali, che non hanno nulla a che fare con l’identità di genere (esistono, infatti, persone trans che sono eterosessuali, altre che sono omosessuali e altre che sono bisessuali).

Ignorando completamente decenni di studi di genere, insomma, giornali nazionali hanno preferito affidarsi all’interpretazione distorta della battaglia sul rispetto delle differenze, a tutto vantaggio dell’ala più retriva e conservatrice e a danno dei milioni di persone contro cui questa interpretazione si scaglia alimentando discriminazioni e omofobia.

Errori clamorosi anche nella spiegazione della “teoria del genere” che dà il Corriere della Sera contro cui l’Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford ha diffuso una nota durissima, parlando di disinformazione e denunciando come “i danni che producono giornalisti che non conoscono la materia sono molto più gravi di quelli prodotti dallo stesso papa”.

Dopo le polemiche, i quotidiani hanno tentato di aggiustare il tiro.

Sulla Stampa, già ieri sera, al posto dei cinque punti di “spiegazione”, si trova un articolo che riassume i comunicati delle associazioni lgbt diffusi ieri a seguito delle dichiarazioni di Bergoglio. Una retromarcia a cui, però, neanche questa volta è corrisposto un approfondimento. Una brutta pagina dell’informazione italiana.

Qui potete vedere il confronto tra il testo pubblicato ieri dalla Stampa e quello presente sul sito di Manif Pour Tous, qui la versione originale dell’articolo mentre qui quella “riveduta e corretta” .

Ecco, invece, la nota completa di Rete Lenford:

La teoria del gender non esiste, le persone sì e bisogna rispettarle.

Questa inaudita aggressione come persone omosessuali, bisessuali, trans e intersex, è inaccettabile che il Corriere della Sera (e chissà quanti altri giornali) disinformi i lettori e scriva delle corbellerie come quelle riportate nei 5 punti che corredano questa gallery. I danni che producono giornalisti che non conoscono la materia sono molto più gravi di quelli prodotti dallo stesso papa. Alle persone di buona volontà, da qualunque parte stiano, vogliamo ricordare solo alcune distinzioni fondamentali che riguardano le componenti dell’identità sessuale di una persona, che è un diritto fondamentale:

1) SESSO: il sesso è maschile o femminile, ma può anche essere intersex. Non è vero che tutte le persone nascano con i cromosomi XX o XY. Se proprio si vuole tirare in ballo la scienza o considerare che la natura non sbaglia mai, si ricordi che non tutti nasciamo certamente con un sesso maschile o femminile. Assurdamente, le persone intersex subiscono ancora oggi terribili mutilazioni per poterli assegnare a uno dei due sessi o, addirittura, si ricorre all’aborto se durante la gestazione si scopre che il nascituro è intersex;

2) IDENTITA’ DI GENERE: una persona oltre nascere con attributi maschili o femminili o intersex sente e identifica se stessa come maschio o come femmina. Vi sono persone, che chiamiamo trans, la cui identità di genere non coincide con il sesso biologico, perché il loro sesso psicologico è diverso da quello biologico;

3) ORIENTAMENTO SESSUALE: le persone possono provare attrazione e innamorarsi di una persona di sesso diverso, dello stesso sesso o di entrambi i sessi. In questo caso parliamo di persone eterosessuali, omosessuali o bisessuali;

4) ESPRESSIONE DI GENERE: il sesso ha connotati culturali e sociali molto forti, mutevoli nello spazio e nel tempo. Ci sono comportamenti, modi di vestire, di parlare, di atteggiarsi che ogni società tende ad identificare con il maschile o il femminile. Per alcuni solo le donne possono mettere le gonne o gli orecchini, per altri certi lavori sono riservati agli uomini. In taluni posti gli uomini non possono portare i capelli lunghi o le donne non possono usare un certo linguaggio, etc.. Tutte queste convenzioni si trasformano in stereotipi e spesso in pregiudizi e violenza nei confronti di chi non intende rispettarle.

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