ESCLUSIVO. “Ora vi racconto il mio Marc Prato”. Intervista al suo ex

Intervista ad un ex di Marc Prato che ce lo racconta e ci descrive la “sua” Roma

Carlo, lo chiameremo così per garantirne l’anonimato, scrive in redazione ([email protected]) una lunghissima mail, molto articolata, nella quale ci dice di aver frequentato per diverso tempo Marc Prato, di sentirsi frastornato per quello che è emerso e sta emergendo e di voler raccontarci la sua verità. Dopo una lunga chiacchierata via mail, si lascia convincere a rilasciarci una intervista telefonica. Ha 40 anni circa ed ora vive all’estero: torna solo saltuariamente in Italia. Questa è la nostra intervista.

Carlo, quando hai conosciuto Marc Prato?

All’incirca un anno fa. Ci siamo conosciuti nei locali nei quali lavoravo e ci siamo frequentati per circa tre mesi, prima che io partissi per andare a lavorare fuori dall’Italia. Veniva spesso a casa mia, almeno due o tre volte alla settimana, anche se ci sentivamo quasi tutti i giorni su whatsapp. Marc era molto aggressivo nel sesso e la droga al massimo accentuava un’indole che in lui era già molto forte. Gli piaceva essere master: faceva bondage, usava picchiare, schiaffeggiare, sculacciare, tirare pugni, fare fisting. A me queste cose piacciono, ma sono versatile e non mi piace solo subirle: questo forse ci ha un po’ allontanati, perché lui, da prevalentemente attivo, non riusciva completamente a dominarmi, fisicamente e mentalmente. Se esagerava, e spesso esagerava, io reagivo.

Ti piaceva molto? La vostra è stata una storia, quindi?

No, nessuna storia vera e propria: non era la persona giusta per me e poi mi sono trasferito fuori dall’Italia. Siamo stati trombamici ma in questi giorni però mi sto domandando cosa sarebbe successo se fossi rimasto a Roma: forse la frequentazione sarebbe continuata e lui non avrebbe fatto ciò che poi ha fatto.

Tornassi indietro?

Tornassi indietro lo rifarei, a me piaceva molto anche se non ero in realtà innamorato di lui. Non è però la persona che viene descritta nei giornali: era dolce, dolcissimo e non vedevo cattiverie in lui. Abbiamo fatto di tutto insieme, abbiamo pippato (assunto cocaina, ndr) moltissimo ma non ha mai dato fuori di testa con me: l’unica cosa che riconosco in lui è questo interesse per un certo sesso estremo, ma questo come sappiamo vuol dire poco o nulla. O è riuscito ad avere veramente una doppia personalità, con un bipolarismo netto, o in un anno è davvero cambiato moltissimo.

Sei stato tu a chiudere?

Ti suggeriamo anche  Franco e Gianni: presentato il libro sulla prima coppia a essersi unita civilmente a Torino

Sono stato io a far sì che non diventasse qualcosa di più importante. Per il lavoro che facevo andavo già via spesso da Roma. Poi tutto finì.

Come chiudesti la frequentazione?

Con un ciao tramite whatsapp, un invito a venirmi a trovare dove mi sono trasferito e così tutto è finito.

Quale è la cosa più assurda che hai letto in questi giorni?

Questa storia che lui si volesse fare donna a ma pare una assurdità: mai l’ho sentito fare affermazioni del genere o mai mi ha dato da pensare al riguardo.

Ti torna col Marc che hai conosciuto questo desiderio di circondarsi di eterosessuali che pagava?

Ma sai, è nel gusto di molti gay accalappiare un eterosessuale, magari sodomizzarlo per umiliarlo, per fare una cosa più trasgressiva del solito ma anche per avere un rapporto che sia lui a gestire e non facendosi gestire, sennò finisce come con me che poi il rapporto scema.

Qualunque omicidio è ovviamente inspiegabile e questo più di altri. Ma il contesto nel quale è maturato riesci a spiegarlo?

Sì, certo. Con la droga e con l’indole che ha, ha forse trovato un’altra persona accanto a lui che aveva le sue stesse caratteristiche, da circuire come piaceva a lui e che non gli poneva nessun limite, anzi, aveva già le sue belle turbe psicologiche nel rapporto col padre, come sta emergendo. Forse è davvero partito un forte effetto moltiplicatore tra loro due.

Quindi secondo te chi manipolava chi, tra i due?

Sicuramente era Marc a manipolare Manuel. Marc era troppo aggressivo per farsi manipolare.

Manuel lo conoscevi?

Manuel non lo conoscevo, se non forse di vista, dopo che ho visto l’unica fotografia che è stata pubblicata. Non trovo però accettabile che Marc sia sputtanato completamente, mentre di questo è venuta fuori solo una fotografia dove è pressoché irriconoscibile.

Di Luca Varani che idea ti sei fatto?

Ce ne sono tantissimi di Luca Varani a Roma. 120 euro sono tanti per chi è senza lavoro tanto più che al chill-out organizzato dai due c’era anche tanta droga e tutta gratis. Io stesso ho fatto anche l’escort per un breve periodo quando ero diciasettenne e so cosa vuol dire.

E come si è arrivati ad uccidere una persona secondo te?

Non volevano neppure ammazzarlo, penso. Mi auguro che sia stato così ed alla fine non è influente chi abbia dato l’ultima coltellata. Ma sai, quando c’è la droga, e tanta droga, se hai già un indole così, è davvero un attimo scattare, farsi venire in mente qualsiasi atto ed eseguirlo. Se non ci sono limiti, se non ti dai limiti, se la persona accanto a te non ti frena ma anzi moltiplica i tuoi istinti, allora tutto può succedere.

Mi par di capire che tu hai fatto uso di droghe, confermi?

Ti suggeriamo anche  'Il Vinile non discrimina, non offende ma accoglie': le scuse del locale che ha discriminato la coppia gay a Roma

Ne ho fatto molto uso: mi è piaciuto provare, fare tutto ciò che ho fatto, non rinnego nulla ed ora ho smesso perché sono diventato maggiorenne (sorride, ndr) e non mi piace perseverare. Sono tutte cazzate quel che si legge sulle droghe.

Ad esempio?

Il GHB non è l’estasi liquida, come si legge: è una sostanza che tutti comprano su internet, sotto forma di sverniciatore. Ma poi, gli spacciatori sono nell’ambiente nostro, non vengono da fuori anzi ne sono parte integrante dei nostri ambienti e spesso entrano omaggio. Sono gay e sono nostri amici, sia chiaro, ma sono loro da criminalizzare perché rovinano l’ambiente coinvolgendo i giovanissimi, sia quelle che chiamo le “cheerleader” (i ragazzi gay più giovani, ci spiega, ndr) ma anche tante ragazze giovani lesbiche. So perfettamente chi è il famoso albanese (quello che ha venduto a Manuel e Marco la cocaina, ndr): li conosco tutti. L’ambiente è quello: Roma sembra grande, ma in realtà è molto molto piccola.

Il fenomeno quanto è vasto a Roma nella nostra comunità?

Riguarda il 90% delle persone, secondo me. Basta entrare in qualunque locale per accorgersene.

Nonostante il 90% secondo me sia davvero irrealistico, una riflessione interna alla comunità su questa vicenda secondo te va fatta?

Sì, assolutamente. Va fatta. Le nuove generazioni devono capire che non si devono infognare con persone del genere. Senza criminalizzare nulla e nessuno: Grindr va usato, ma con la testa. Come con la testa va fatta qualunque cosa, droga compresa. Dandosi dei limiti.

Marc e Manuel sono due però e sono due criminali. Non va criminalizzata un’intera comunità…

Loro sono ovviamente gli estremi. Ma le situazioni di chill-out sono davvero all’ordine del giorno. Un mio ex compagno finì in ospedale per il ghb e il dottore mi disse che aveva seriamente rischiato di morire. Un altro mio amico, un dottore, morì durante un chill-out ed un altro sbattè contro un palo mentre andava all’after: avevamo provato invano a fermarlo e purtroppo si schiantò in moto. Sono cose che ho vissuto: vorrei che questa vicenda sia l’ultima di queste vicende ma purtroppo so che non è così. E’ per questo che ho deciso di farmi intervistare, perché voglio denunciare un “sistema” che va cambiato.

Cosa ti sentiresti di consigliare ad un giovane che si approccia a quegli ambienti?

Ti suggeriamo anche  Una villa confiscata alla mafia come rifugio per gay senza casa: il progetto partirà a breve

Di pensare a sé stesso, di essere egoista. Se si è egoisti, si ha un carattere e si sta all’erta ci si salva. Quando c’è un’aria che non va bene in un locale, perché ci sono troppi spacciatori, troppi trans, troppi litigi nell’aria, lo percepiamo subito: ecco, quelli sono ambienti da evitare. Avere sempre un limite, poi: imporsi dei limiti nell’approccio a qualunque situazione.

Tu hai viaggiato tanto. Come siamo messi in Italia rispetto a questo fenomeno?

L’Italia si salva un pochino rispetto al resto d’Europa. Qui da noi, nonostante tutto, c’è il senso del limite. Il peggio da noi accade nelle case private più che nei locali: ricordo una casa a San Giovanni (un quartiere di Roma, ndr), dove alcune volte fu organizzato un chill-out di diversi giorni, anche cinque, nel quale passarono un centinaio di persone tra cui il sottoscritto. Su Facebook gli organizzatori furono idolatrati: ecco, è questo il senso del limite che dobbiamo recuperare. Non siamo santi, parliamoci chiaro.

E secondo te l’ambiente eterosessuale è più o meno esente da questo fenomeno?

No, assolutamente. Una riflessione eccome se andrebbe fatta anche lì. Io ho lavorato al famoso Supper Club del Pantheon (un locale di Roma chiuso nel 2006 a seguito di uno stupro di una cliente nei bagni, frequentato da calciatori, modelle e vip vari col modico ingresso di 80 euro, ndr). La vicenda di Marc e Manuel può capitare ovunque, sia chiaro: nell’ambiente gay come in questo caso, ma anche nell’ambiente etero. Anzi, semmai, dalla mia lunga esperienza, le dinamiche nel mondo etero sono anche più alterate, perché gli eterosessuali lo fanno con maggior senso di trasgressione di noi e quindi sono più portati a fare davvero il peggio del peggio.

5 commenti su “ESCLUSIVO. “Ora vi racconto il mio Marc Prato”. Intervista al suo ex

  1. un’ottima analisi. Solo un appunto, sulla droga non bisogna aver un limite, bisogna avere uno stop totale. La droga non è gestibile, è un messaggio sbagliato far passare l’uso delle droga come una cosa gestibile.

  2. troppa promiscuità nel mondo glbt , troppo sesso estremo,troppe perversioni e parafilie ! la cosa sta veramente sfuggendo di mano …basta!che schifo

  3. Discutibile intervista. A una persona che ha talmente abusato in dissolutezza, che cerca il classico “mal comune, mezzo gaudio”, per cui insomma… il 90% delle persone omosessuali che vive a Roma assume cocaina. Bah!

    Ma soprattutto. Nell’articolo si legge anche che, se vuoi stare lontano dalle droghe, devi evitare locali con spacciatori e trans. Non volevo crederci, ma è proprio così. Mi raccomando evitate le persone transgender che vi portano alla droga! Ma robe da matti. Quanto lavoro ancora da fare. (sotto allego screenshot della risposta sui trans)

  4. Questa vicenda che, almeno per quanto mi riguarda, ha ormai rotto i 3/4 (naturalmente possa r.i.p. in pace la vittima e che giustizia sia fatta veramente senza scuse ed attenuanti) ha secondo me evidenziato un lato oscuro della comunità GLBT; non parlo di abuso di sesso, alcol e stupefacenti e nemmeno di festini, ma della sgradevolissima tendenza comune al nascondere la sporcizia sotto il tappeto. Ogni crimine dalle tinte noir come questo tende a portare sotto i riflettori l’atmosfera nella quale si è consumato e non per questo siete in diritto di trasformarvi tutti in avvocati della causa comune, come se foste voi o il vostro modo di vivere sotto attacco. Soprattutto non vedo perchè prendersela con il sito perchè pubblica un’intervista che, per quanto parli di pratiche discutibili, parla della realtà e non di un film di fantascienza. Queste cose accadono ogni giorno anche se tanti di voi fanno quelli che cadono dal pero solo per paura che i vari Adinolfi e omofobi vari ci mangino sopra! (Ma ricordate che ognuno fa il suo lavoro e gli stronzi che altro possono fare se non sparare stronzate?) A che serve descrivere una realtà fatata, se poi è irreale? Io non sto dicendo che Marco Prato SIA UNO DI NOI, ma che è in questa realtà che si muoveva, la stessa che tutti viviamo ogni giorno. GAY.IT non ha nessuna colpa, descrive solo la realtà e da voce a tutti. Unico appunto discutibile, quello sulle trans etichettate come spacciatrici a prescindere, ma di questo bisognerebbe chiedere spiegazioni all’intervistato, ammesso che ce ne possano essere (dubito fortemente).

  5. colgo alcune incongruenza nelle risposte date, allora prima dice che anche se si faceva di coca il prato non ha mai dato segni di perdita del senno e poi dice che è colpa della droga se è successo questa tragedia dovuta all’aggressività repressa che ha tirato fuori la droga. ma non era un ragazzo che controllava benissimo i suoi atteggiamenti anche da drogato? poi, dice che sicuramente era il prato a manipolare il foffo perché è troppo aggressivo, poi dice “sì però il foffo non lo conosco bene” (quindi che ne sai che rapporto c’era trai due e chi manipolava chi?). era talmentente aggressivo il prato che a volte ciò infastidiva pure lui( questo cosiddetto ex ragazzo) che infatti reagiva e metteva a “cuccia” il prato. ma allora perché dice che vinceva il prato sul foffo? magari come lui vinceva sul prato, foffo faceva lo stesso.

Lascia un commento