Famiglia per 40 anni: riconosciuta la pensione di reversibilità al compagno superstite

Per la prima volta un giudice ha riconosciuto la pensione di reversibilità al partner di una coppia dello stesso sesso prima della legge sulle Unioni civili.

Il Prof. Ettore Zanola e l’Arch. Rolando Borsato sono stati insieme e hanno convissuto per più di 40 anni. Una lunga storia d’amore iniziata nel lontano 1974 e conclusasi con la morte dell’Arch. Borsato nel giugno del 2015, ovvero un anno prima che entrasse in vigore la legge sulle Unioni civili.

Una beffa. Poco prima di morire Borsato aveva usufruito della pensione di Inarcassa, la cassa nazionale di previdenza ed assistenza per gli ingegneri ed architetti liberi professionisti, la cui reversibilità sarebbe dovuta spettare al compagno di una vita ma che Inarcassa si è rifiutata di erogare. Il ricorso al Tribunale di Milano era stato respinto, poiché secondo i giudici “la pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite in presenza di regolare matrimonio”, ma ora giustizia è stata fatta, come annunciato da Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI.

La Corte d’Appello di Milano ha infatti dato ragione al Prof. Zanola, assistito dagli avvocati di Rete Lenford, condannando Inarcassa “al pagamento del trattamento pensionistico di reversibilità, inclusi i ratei arretrati”. Una vittoria storica che riconosce lo status di famiglia di Ettore e Rolando anche al di fuori delle unioni civili.

Lo straordinario risultato è frutto della caparbietà del prof. Zanola e del team di legali di Avvocatura per i diritti LGBTI, costituito dagli avvocati Emiliano Ganzarolli, Giovanni Mascheretti, Caterina Caput, Antonio Rotelli e Vincenzo Miri”, dichiara la Presidente avv. Maria Grazia Sangalli, che aggiunge: “Attendiamo il deposito delle motivazioni della sentenza. È comunque la prima volta che un giudice riconosce la pensione di reversibilità al partner di una coppia dello stesso sesso prima della legge sulle Unioni civili. Questo rappresenta un grande avanzamento dei diritti delle persone lgbti e conferma la portata rivoluzionaria della sentenza n.138 del 2010 della Corte Costituzionale, ottenuta grazie all’impegno della nostra Associazione, che riconosce il diritto fondamentale alla vita familiare delle persone omosessuali, preesistente al riconoscimento da parte dello Stato”.

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“Rolando avrebbe voluto sposarmi”, ricorda oggi Ettore, “anche se la nostra unione non ha avuto una legittimazione ufficiale, abbiamo condiviso la vita e sono felice che sia stato riconosciuto”. Emiliano Ganzarolli, avvocato che ha coordinato il gruppo di lavoro, festeggia la storica sentenza: “A prescindere dall’introduzione delle Unioni civili, una coppia di persone dello stesso sesso è una famiglia ed i suoi componenti sono titolari dei medesimi diritti di due coniugi: anche il diritto alla pensione di reversibilità”.