Eugenia Roccella insiste, “Cambiare le unioni civili o riprenderemo in mano il progetto referendario”

Eugenia Roccella torna a parlare di unioni civili, ribadendo la minaccia di un’abrogazione per via referendaria.

Travolta dalle polemiche dopo le minacce tutt’altro che velate alla legge sulle unioni civili, la parlamentare Eugenia Roccella, ha replicato via Facebook indossando gli abiti della ‘vittima’.

Criticata dal Partito Democratico, che per bocca di Monica Cirinnà, Ivan Scalfarotto e Tommaso Cerno ha difeso la legge approvata nel 2016, la candidata per Forza Italia Roccella ha parlato di “Attacchi all’arma bianca (organizzati) e insulti davvero di livello infimo”. Per poi proseguire.

Se si dice che si vuole abolire – o almeno cambiare radicalmente – la legge sulle unioni civili e quella sul biotestamento, dal web emerge subito il peggio. Nessun rispetto dell’altro, nessuna voglia di discutere e argomentare democraticamente: solo violenza verbale e pregiudizio anticattolico. E poi, perché tanta sorpresa per le mie dichiarazioni? Repubblica, L’Espresso, Dagospia… Ricordo che, insieme ad alcuni esponenti dei partiti di centrodestra, subito dopo il voto a favore della legge Cirinnà ho depositato la richiesta di referendum abrogativo. Non abbiamo potuto cominciare la raccolta delle firme solo perché non c’erano i tempi tecnici, visto che la norma dice che non si possano depositare le firme nell’anno anteriore alla scadenza delle Camere. Abbiamo dunque dovuto aspettare le elezioni.

Voto ormai prossimo, mancando un mese alle urne, con il centrodestra in vantaggio rispetto al Movimento 5 Stelle e al Partito Democratico. Un’eventuale vittoria, quella di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, che potrebbe pesantemente incidere sul percorso di crescita dei diritti intrapreso negli ultimi 5 anni.

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Con la prossima legislatura si vedrà: o il nuovo parlamento sarà in grado di intervenire sulle leggi volute da Renzi e Boschi e passate a colpi di fiducia prosegue nella minaccia la parlamentare – o dovremo pensare a riprendere in mano il progetto referendario. Rassegnarsi, no”.