Eurisko: 52% degli italiani dice sì a coppie gay

Il 52% dei credenti cattolici praticanti italiani considerano le coppie di fatto una realtà accettata e la stessa percentuale è favorevole al riconoscimento delle coppie gay.

ROMA – Il 67% degli italiani considerano le coppie di fatto una realtà accettata e il 52% ritiene giusto accettare l’omosessualità. Il dato emerge, oggi, da un’inchiesta sulla religiosità, svolta dall’Eurisko, su commissione della Tavola Valdese, presentata in contemporanea a Roma e a Milano.

L’inchiesta, svolta per telefono nella prima settimana di maggio, ha coinvolto 1.000 soggetti nella fascia dai 25 ai 64 anni, dei quali l’83% si è dichiarata cattolica.

Secondo le interviste, il 37% dei credenti è a favore della fecondazione eterologa, e un 7-8% tra questi praticanti si è dichiarata “né in accordo, né in disaccordo”.

Sul nodo informazione e referendum, a un mese dal loro svolgimento, il 25 per cento si è detto abbastanza informato; tale percentuale sale al 32% nel campione con un più alto titolo di studio, mentre invece scende al 18-20% fra le donne, i più giovani.

Le coppie di fatto sono accettate dal 67% del campione, contro un 16% di indifferenti e il restante non favorevole.

Alla domanda sulla accettazione pubblica dell’omosessualità le risposte sono state: 52% dichiarano una posizione aperta, un 16% una valutazione indifferente e un 30% una posizione decisamente negativa.

Infine al quesito “le sue scelte pratiche quotidiane sono influenzate o meno dai precetti della Chiesa cattolica?”. Le risposte sono state: molto 10%, abbastanza 28%, poco 18% e per niente 42%.

“E’ esattamente quello che noi chiediamo – osserva il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice -. Le maggiori associazioni gay e lesbiche del paese chiedono l’approvazione della proposta di legge sul Patto civile di solidarietà (Pacs), un istituto diverso e distinto dal matrimonio, che riconosca diritti e doveri reciproci alle coppie, anche dello stesso sesso, che vorranno accedervi. Il dato Eurisko è coerente con i risultati di tutte le altre indagini sull’argomento. La maggiore differenza tra l’Italia e gli altri paesi europei, come Francia, Germania, Inghilterra, e tra poco la Spagna, in cui sono già state approvate leggi sulle coppie gay, sta piuttosto nell’apertura della classe politica. Quella italiana è, su questi temi, in gran parte arretrata e antimoderna, e ha un atteggiamento acritico e deferente verso le gerarchie religiose che in tutto il mondo si oppongono all’avanzamento delle libertà e dei diritti delle persone in campo affettivo e sessuale”.

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