Euromedia e lista gay: le statistiche appoggiano il progetto?

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Il partito guadagnerebbe il 6% da parte degli italiani, sia etero che omosessuali.

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E’ di domenica l’annuncio di Fabrizio Marrazzo e della sua idea di fondare una lista gay, che punterà a proporre in Parlamento una legge contro l’omofobia, proseguendo poi la battaglia per i diritti civili alla Camera e al Senato. Il progetto ha sollevato polemiche da parte di molti, ma altrettanti sostengono invece l’idea del presidente di Gay Center. L’idea sarebbe ancora a livello embrionale, ha spiegato lo stesso Marrazzo, ma sarà portata avanti se questo governo non darà delle risposte alle richieste della comunità LGBT. Prima fra tutte, una legge contro l’omofobia.

Il sondaggio di Euromedia per la lista gay

Marrazzo, prima di lanciarsi in politica con questo partito, aveva richiesto a gennaio un sondaggio a Euromedia Reserach, uno dei più importanti istituti di statistica. Dal sondaggio condotto, si era rilevato che il 6,2% degli italiani voterebbe una lista gay, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, con un buon 27,3% di elettori che seguirebbe con interesse la nascita di un partito del genere. Riguardo le alleanze, il sondaggio ha riportato che se la lista gay si presentasse da sola alle elezioni, guadagnerebbe un 1,6%, che nonostante sia sotto la soglia di sbarramento, a livello nazionale non sarebbe un dato da non considerare. Se invece si coalizzasse con i 5Stelle, la percentuale salirebbe al 4, con il Pd arriverebbe al 3%. Un’alleanza con Fi lo porterebbe al 1,9%, al 2,1% con LeU. Tra gli under25, vedrebbe un 14% di preferenze.

Cosa significano questi dati? Che l’interesse per i temi legati alla comunità LGBT+ sono trasversali, e nonostante i dati delle possibili alleanze non sono proprio incoraggianti, per un partito neonato il 6% delle preferenze consentirebbe una buona presenza in Parlamento. E Fratelli d’Italia? Il partito di Giorgia Meloni sorprende, registrando il 67,7% dei propri elettori a favore di provvedimenti per le persone LGBT+. Anche questo dimostra che gli elettori della comunità sono presenti in ogni partito, nonostante la scarsa apertura di molti leader, fra i quali appunto la Meloni. Nonostante questo, FdI si attesta come partito più gay-friendly d’Italia. Almeno fino ad ora.

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