Europa dell’Est: week end di intolleranza antigay

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Fine settimana difficile per la comunità LGBT dell’ex blocco sovietico. In Polonia è stata attaccata la marcia della tolleranza, a Mosca picchettato un locale gay.

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CRACOVIA – È stato un week end contraddistinto da manifestazioni contro i diritti civili di gay e lesbiche nell’est europeo. Venerdì 28 nella seconda più grande città polacca, Cracovia, la polizia è intervenuta per fermare gruppi di estremisti conservatori e teppisti che hanno preso d’assalto i partecipanti alla Marcia per la tolleranza, evento clou della terza edizione del Festival della Tolleranza. Ci sono state scene da guerriglia urbana mentre il migliaio di manifestanti è stato oggetto di lancio di sassi e altro da parte di attivisti della Lega delle Famiglie Polacche e della Gioventù Polacca, formazioni di estrema destra che sostengono il neo presidente polacco Lech Kaczinsky, ben noto per le sue prese di posizione omofobe, già criticate a livello di Unione Europea. L’attacco alla marcia LGBT con lancio di uova e pietre è stato lanciato al grido di slogan del tipo “fermiamo la devianza”, “i froci nelle camere a gas” o “via gli omosessuali da Cracovia”. Alla fine una decina di persone è dovuta ricorrere alla cure ospedaliere ma fortunatamente non ci sono stati feriti seri. La polizia ha arrestato una ventina di giovani tra gli assalitori, che sono stati rilasciati poco più tardi.

MOSCA – Sabato 30 aprile teatro di azioni rivolte contro gay e lesbiche è stata la capitale russa. Verso le 9,30 di sera un centinaio di dimostranti hanno attuato un picchetto di protesta, non autorizzato, davanti al locale LaGuardia, impedendo l’accesso al locale nel quale era in programma una festa LGBT e impedendo per alcune ore a coloro che erano già dentro, circa 150 persone, di poter uscire. I poliziotti sono intervenuti sul posto ma non hanno disperso il picchetto, formato da militanti di estrema destra e fedeli della Chiesa ortodossa che hanno lanciato bottiglie contro i “peccatori” e urlato slogan simili a quelli gridati il giorno prima a Cracovia, del tipo “Russia senza pederasti” e simili. Il raduno omofobo era stato indetto dal movimento “Unione pubblica russa” il cui leader, Igor Artiumov, ha detto che altre azioni del genere saranno organizzate in futuro, per protestare “contro questo peccato che non deve proliferare, contro le loro orge, contro questi sodomiti che strisciano come scarafaggi”. Alexei Golussenko, uno degli organizzatori della festa, si è detto molto amareggiato per quello che è successo visto che la serata avrebbe dovuto essere una delle più importanti serate di ritrovo LGBT dell’anno. (RT)

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