Europee 2014: ecco chi è meglio non votare

Dopo avere visto chi si è schierato a favore dei diritti lgbtqi, ecco chi, invece è contro

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato il resoconto di Arcigay riguardo ai candidati alle Europee, di qualsiasi schieramento, che hanno aderito alla piattaforma dell’ILGA e alla campagna “Comincia tu” lanciata dalla stessa Arcigay. Una sorta di vademecum per scegliere chi, a prescindere dalla lista in cui è candidato, si è impegnato a difendere i diritto delle persone lgbtqi in Europa.

Ma se, come ci auguriamo, la tutela e la promozione dei diritti civili sarà un discrimine una volta dentro la cabina elettorale, vale la pena dare anche una sbirciatina a chi è meglio evitare di votare. E, lo ribadiamo, non in base a simpatie politiche, ma in base a dichiarazioni ufficiali e a posizioni prese pubblicamente proprio sui diritti civili.

Sempre Arcigay ha pubblicato un elenco di candidati alle elezioni Europee che hanno firmato documenti e petizioni contro l’affermazione dell’uguaglianza dei cittadini lgbtqi, a partire dalla lotta all’omofobia, passando per unioni civili e matrimoni, fino alle adozioni.

L’associazione segnala coloro che hanno aderito a piattaforme lanciate da gruppi cattolici a difesa della “famiglia tradizionale” (locuzione dietro la quale si cela normalmente l’attacco alle coppie gay e alle famiglie omogenitoriali), del diritto alla vita (ovvero antiabortiste) e di quella peculiare accezione della libertà di pensiero che prevede anche la libertà di pronunciare discorsi omofobi e discriminatori.

La prima petizione è quella promossa dall’ormai nota Manif pour Tous e dai Giuristi per la Vita (ma non solo). L’hanno sottoscritta: Giovanni Alemanno, Sergio Berlato, Francesco Biava, Salvatore Deidda, Pino Galluzzo, Carlo Fidanza, Giorgia Meloni, Marco Scurria nelle liste di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale; Alfredo Antoniozzi, Antonio Cancian, Carlo Casini, Marco Carraresi, Lorenzo Cesa, Matteo Forte, Giuseppe Gargani, Giovanni La Via, Maurizio Lupi, Silvio Magliano, Filippo Piccone, Alessandro Rondoni, Massimiliano Salini, Gabriele Toccafondi e Simone Venturini per NCD-UDC; Paolo Bartolozzi, Luciano Ciocchetti, Lara Comi, Paolo Guzzanti e Sergio Silvestris nelle file di Forza Italia; Marinella Colombo e Marco Zabotti per Scelta Europea.

La seconda è una piattaforma stilata dalla Federazione Internazionale famiglie cattoliche e mette in campo le stesse proposte omofobe della precedente. Anche in questo caso, tra i pochi firmatari (220 in tutta Europa), ci sono anche degli italiani: Massimo Caprari, Enrico Pierangeli, per Scelta Europea; Giovanni La Via, Massimiliano Salini, Giorgia Mandolini, Italo D’Angelo, Pietro Sbaraini, Matteo Campora, Matteo Forte, Silvio Magliano, Carlo Casini, Patrizia Valenti, Giuseppe Francesco Marinello, Simone Venturini, Giovanni Pistorio per NCD-UDC; Francesco Rizzo, Sergio Berlato, Simone Testoni, Salvatore Deidda per Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale; Paolo Bartolozzi, Sergio Silvestris, Lara Comi, Luciano Ciocchetti per Forza Italia; Mario Maiolo e Luigi Morgano per il Partito Democratico.

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Un promemoria, in attesa di domenica.