EuroPride a Marsiglia sottotono: concerto finale annullato

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Quasi un flop il raduno lgbt continentale nella città francese. Problemi organizzativi e concerto di chiusura annullato per mancanza di fondi. Ma la parata è stata festosa e...

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Cinquantamila per gli organizzatori, diecimila per la Prefettura. Come sempre i numeri dei partecipanti ai Pride oscillano vertiginosamente in base alla fonte meno o più attendibile, e lo stesso vale per l’Europride di Marsiglia, dieci giorni di festa continentale lgbt conclusasi l’altro ieri con un bilancio scricchiolante. Cifre non esaltanti e sotto le aspettative: la crisi morde implacabile. Certo è che comunque un bel corteo festoso e colorato ha attraversato sabato pomeriggio il centro della soleggiata città provenzale dal Vecchio Porto alla spiaggia del Prado passando per la stretta rue Paradis. Una marcia dalle mille anime che ha specchiato un’Europa divisa sul tema dei diritti glbt, questione cardine caratterizzante questa ventesima edizione aperta da uno slogan eloquente: “L’Europa in marcia per l’uguaglianza”. Nel discorso d’inaugurazione gli organizzatori hanno ricordato su quali fronti è necessario impegnarsi costantemente: “Marciare oggi e lottare tutto l’anno contro l’omofobia e la transfobia. I giovani gay sono le prime vittime dell’odio contro gli omosessuali. Sono normali e belli ma chi è responsabile dei loro suicidi? Pensiamo poi agli amici della Russia, del Maghreb e dell’Asia dove i diritti lgbt non sono rispettati. Bisogna agire contro le discriminazioni e combattere l’Aids“. Una ragazza ricorda quindi “tutte le lesbiche torturate, violentate e uccise perché si amavano”. Il momento più commovente viene regalato da un ragazzo camerunense che racconta la sua storia: “Il mio fidanzato Eric è stato sfigurato e ucciso perché gay. Nel mio Paese e altrove non si può nemmeno marciare per i propri diritti: facciamolo per chi non può farlo per noi. Dedicate un minuto di silenzio in memoria di Eric. Grazie”.

Nella Francia dove è stata appena approvata la contestata legge sul Matrimonio Per Tutti non si può non pensare a una valenza politica dell’Europride – c’è chi sostiene che la bassa affluenza dei francesi partecipanti fosse dovuta a una minore urgenza sociale – e a rappresentare le istituzioni erano presenti il leader comunista Pierre Laurent e il socialista Patrick Mennucci. Irradia felicità una coppia di lesbiche sulla cinquantina che con un semplice cartello di cartone desidera esprimere il proprio apprezzamento: “Tra otto giorni ci sposiamo. Grazie Taubira!” (ndr: Christiane Taubira, il Ministro della Giustizia firmatario della legge sui matrimoni gay). E così ci si emoziona davvero anche quando il corteo incrocia per caso, nell’alberata Avenue du Prado, un elegante matrimonio etero all’uscita da una chiesa armena, e ci si festeggia a vicenda fra tamburi battenti e lancio di polveri arcobaleno. Vere nozze per tutti.

A riprova della consolidata struttura organizzativa dell’associativismo internazionale lgbt a livello di corporazioni professionali, ecco il carro dei ‘Municigays de Marseille’, gli impiegati gaylesbo di Marsiglia che, ci spiega uno dei componenti, sono una sessantina, tutti membri dell’associazione nata due anni fa. Sbandierano puro orgoglio cittadino: “Marsiglia è fiera dei suoi Municigays”. Incrociamo anche un gruppo di ‘Gay Teachers’ tedeschi, a dispetto del nome, oltre ai rilassati poliziotti in uniforme della FlagAsso e al gruppo eco-queer degli ‘Out & Green’.

Ma non c’è Pride senza folklore gay: dagli orsi di Monaco in costume bavarese a far da guardie del corpo della storica drag Franka che si è portata dietro, anzi intorno, l’intero mobilio da trousse, alle finto-iconoclaste Suore della Perpetua Indulgenza, fra le quali abbiamo ritrovato la rasserenante Berenice da Lione che avevamo conosciuto la sera prima nel bar trendy Polikarpov dove ci aveva spiegato di essere a Marsiglia “per distribuire amore, paillettes e preservativi. Siamo per l’amore del prossimo ma non di Dio, non siamo una setta! E non vogliamo prendere in giro la religione, abbiamo piuttosto un’immagine da sorveglianti. Io comunque non ho fatto voto di castità. In Francia siamo una sessantina, soprattutto a Parigi dove ci sono due conventi ma anche a Lille e qui a Marsiglia, una decina. Nella mia Lione siamo in sei”. Dal sacro apparente al profano nudo e crudo: hanno sfilato anche gli attori hard della casa di produzione ‘Comme Des Anges’, ultima frontiera del porno queer, con sceneggiature scritte dagli attori stessi che mettono in scena le loro fantasie sexy più recondite e sono stati protagonisti del curioso party di venerdì sera fra fumi artificiali e umidi vapori nella stilosa sauna ‘Cargo’.

Italiani? Pochi quelli pervenuti. Abbiamo intercettato lo striscione del Mario Mieli con sette militanti e qualche sparuto gruppetto di ragazzi in marcia.

Il concerto finale dei Kazaky, il gruppo tecno-gender in tacchi a spillo lanciato da Madonna nel video di ‘Girl Gone Wild’, previsto sulla spiaggia Gastone-Defferre, è stato purtroppo annullato per mancanza di fondi che ne garantissero la sicurezza. Non è stato l’unico problema organizzativo: diverse conferenze sono state cancellate e molti ospiti stranieri hanno ricevuto l’invito troppo tardi per poter ottenere in tempo il visto d’espatrio. Un EuroPride un po’ sottotono, quindi – anche il Pride Park, una sorta di mega-villaggio vacanze queer sulla spiaggia del Prado, non era molto frequentato – ma interessante per tastare il polso della situazione lgbt a livello continentale.

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