Ex-Gay: tre leader di Exodus chiedono pubblicamente scusa

Exodus è l’organizzazione che promuove la “riconversione” per “curare” gli omosessuali e trasformarli in etero. Ora tre dei leader chiedono pubblicamente scusa per il danno arrecato a tanti.

LOS ANGELES – Tre ex leader del maggior movimento religioso che propaganda cammini riparatori volti a far uscire i gay dall’omosessualità, Exodus International, in una conferenza hanno pubblicamente preso le distanze da tale organizzazione e chiesto pubblicamente scusa per il danno causato a molti gay e lesbiche durante gli anni della loro militanza.

Exodus è un’organizzazione che, tanto per citare un loro slogan, spinge a “liberarvi dall’omosessualità attraverso il potere di Dio”. Naturalmente chiunque vi si avvicina viene bombardato da tutta una serie di messaggi – pur educati e non platealmente offensivi – altamente negativi e degradanti nei confronti di gay e lesbiche, attingendo a piene mani da una lettura rigidamente letterale delle ‘Sacre Scritture’, condita qua e la da qualche ciancia pseudo-psicologica. Tuttavia, al contrario di altre organizzazioni che gravitano nella stessa orbita ‘biblica’, Exodus non si spaccia per un’associazione scientifica, ma è alla costante ricerca di pastori che si aggreghino alla loro Task Force per liberare il mondo da gay e lesbiche.

Proprio mentre Exodus tiene, in questi giorni, la propria conferenza annuale di “guariti” tre ex-leader hanno pubblicamente preso le distanze da tale organizzazione. In un comunicato Michael Bussee (uno dei co-fondatori di Exodus, nella foto), Darlene Bogle e Jeremy Marks (ex presidente della branca europea di Exodus) chiedono scusa “a quegli individui e a quelle famiglie che hanno creduto al messaggio che c’è qualcosa di intrinsecamente sbagliato nell’essere gay, lesbica, bisessuale e transgender. Alcuni che hanno udito il nostro messaggio sono stati spinti a cercare di cambiare una parte integrante di loro stessi, causando danno a se stessi e alle proprie famiglie. Sebbene agissimo in buona fede abbiamo da allora visto l’isolamento, la vergogna, la paura e la perdita di fede che questi messaggi creano.” I tre hanno chiesto perdono per le “false verità” che hanno diffuso in passato e hanno chiesto anche ad altri che hanno abbandonato tale organizzazione di unire il loro nome all’appello, affinché i pastori ancora coinvolti in questi programmi “considerino gli effetti a lungo termino del loro ministero”.

Alla conferenza stampa nella quale è stato presentato il loro comunicato tutti e tre hanno detto di avere visto molti casi di persone che si sono sforzate inutilmente di cambiare il loro orientamento sessuale ma hanno fallito, finendo per cadere in serie depressioni che hanno portato anche a suicidi. «L’amore e il perdono di Dio certamente cambiano le persone» ha detto Bussee, «Ha cambiato anche me, solo che non mi ha fatto diventare etero.» Marks, che in Gran Bretagna è a capo di un gruppo di credenti omosessuali, ha detto che «siamo ancora cristiani devoti, ma siamo ancora gay.»

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