Expo e incontro omofobo: interrogazioni a Bruxelles e in Senato

Fioccano le adesioni alla protesta: PD, Uil, Camera del lavoro e Rete Studenti Medi.

Tiene ancora banco la vicenda del convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, organizzato, tra gli altri anche da Obiettivo Chaire (che promuove le cosiddette terapie riparative) e patrocinato dalla Regione Lombardia con il logo di Expo. Dal Pirellone non intendono fare dietro front né ritirare il logo. Non se ne parla nemmeno” ha dichiarato oggi al Corriere l’assessore regionale con delega all’Expo Sala. Ma le pressioni continuano e varcano i confini nazionali.

Interrogazione del M5S alla Commissione Europea e al Pirellone anche del Pd

I deputati europei del M5S, infatti, hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea con cui chiedono “informarsi circa le modalità di assegnazione di tale patrocinio da parte dell’Expo e se ad esso siano stati destinati – direttamente o indirettamente – fondi europei che, evidentemente, sarebbero incompatibili con un evento di questo tipo”. “Un convegno che considera l’omosessualità come una malattia da curare e patrocinato da Expo con il benestare di Maroni ha dell’incredibile” dichiara all’Ansa il capo delegazione del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao. E l’interrogazione dei pentastellati ha ricevuto appoggi trasversali ed è stata sottoposta anche all’intergruppo LGBT al parlamento europeo.

Oggi, i colleghi lombardi hanno ufficialmente chiesto al presidente Maroni di ritirare il patrocinio all’iniziativa. In un’interrogazione a risposta immediata prestata alla presidenza della Regione, i consiglieri del M5S chiedono di ritirare il patrocinio all’evento”. “Regione Lombardia – si legge in una nota diffusa dai consiglieri – nella Giornata Mondiale della Famiglia avrebbe dovuto organizzare un convegno che ospitasse senza esclusioni tutte le Associazioni che rappresentano le diverse formazioni familiari presenti nella nostra società, tutte parimenti degne di tutela da parte delle Istituzioni come sancito sia dall’ordinamento italiano, sia dall’ordinamento comunitario”.

Una mozione è stata presentata anche dl gruppo del Pd, che ha fatto sapere che parteciperà parteciperà al presidio indetto dai Giovani Democratici in contemporanea all’evento, il 17 gennaio alle 14 in piazza Città di Lombardia. “Le famiglie, tutte, si sostengono e tutelano ampliando la sfera dei diritti – scrivono dal PD lombardo -. L’omofobia e le posizioni retrograde non sono certo un buon biglietto da visita per Expo 2015”.

“Abbiamo presentato una mozione – continuano – che porteremo in Consiglio regionale martedì prossimo (13 gennaio) per stigmatizzare il convegno organizzato per il 17 gennaio a Palazzo Lombardia. Ancora una volta si fa un uso strumentale delle strutture della Regione e, questa volta, anche del logo di Expo per portare avanti posizioni di parte, contrarie ai diritti delle persone omosessuali”.

Interrogazione del Pd al Senato

E come anticipato, i senatori del PD hanno presentato oggi un’interrogazione in cui si chiedono “al Governo le sue valutazioni sulla vicenda e se, per l’assegnazione del patrocinio, l’Expo si sia attenuta alle regole formali sancite dal suo stesso regolamento”. Primi firmatari Sergio Lo Giudice, Maria Cecilia Guerra e Monica Cirinnà, il Monica Cirinnàerrogazione chiede anche “se il Ministero dell’economia e delle finanze, socio di Expo Milano 2015, sia stato messo al corrente della sponsorizzazione, se la consideri opportuna e se il Governo non ritenga che legare il nome di Expo alle teorie “riparative” dell’omosessualità rischi di mettere in cattiva luce l’iniziativa di fronte all’opinione pubblica internazionale”.

“Ci auguriamo – concludono i senatori – che il Governo, in qualità di socio di Expo 2015, possa sanare questa cantonata che andrebbe a macchiare l’organizzazione di un evento che porterà gli occhi di tutto il mondo sull’Italia e ci aspettiamo il ritiro del patrocinio da parte di Expo Milano 2015.”

Fioccano le adesioni ai presidii del 17 gennaio

Alla protesta contro l’evento si associano oggi anche la Uil e la Camera del Lavoro di Milano. “La UIL sindacato laico e libertario, da sempre vicino alla tutela dei diritti delle comunità Lgbt con cui ha condiviso le recenti iniziative a cominciare dal Gay Pride della scorsa primavera – si legge in una nota del segretario generale della Uil Milano Lombardia Danilo Margaritella -, condanna le modalità del convegno del prossimo 17 gennaio, non tanto come espressione libera democratica del proprio pensiero ma in quanto palesemente omofoba, avente come obiettivo una sedicente “difesa della legge naturale” e la “cura di coloro che sono orientati ad una diversa scelta sessuale”. ” Grave infine prestare il logo della prossima “Expo” milanese ad una iniziativa che nulla ha a che fare con i temi propri della manifestazione mondiale – continua la nota -. La Uil che si avvale al suo interno di un Coordinamento Nazionale per la tutela dei nuovi diritti e che esercita in tutti i luoghi di lavoro e della società una difesa contro ipocrisie,razzismo e omofobia agirà per contestare un convegno discriminatorio e per far rimuovere qualsiasi riferimento al prossimo Expo che invitiamo formalmente nelle sue più alte rappresentanze a dissociarsi dall’iniziativa”. Ai presidii del 17 gennaio, infine, parteciperà anche la Rete degli Studenti Medi.

Conferenza stampa della Regione Lombardia per promuovere il convegno

In queste ore, poi è arrivata l’adesione al presidio organizzato dai Sentinelli di Milano, anche da parte della Camera del Lavoro del capoluogo lombardo.

Dalla Regione, una nota informa che è prevista per domani una conferenza stampa di presentazione del convegno a cui parteciperanno, oltre all’assessora Cappellini, il cui intervento aprirà il famigerato convegno, anche il consigliere regionale Massimiliano Romeo, primo firmatario della mozione per la giornata della famiglia, e i rappresentanti delle associazioni e fondazioni che parteciperanno allo stesso convegno, quindi anche Obiettivo Chaire.

Il direttore di Tempi, Luigi Amicone, ha commentato così su Twitter: “Repubblica e PD Milano lanciano calunnia di convegno omofobo e intimidazioni. Ok, giovedì passate in conferenza stampa che vi paghiamo il pizzo”. Gli ha risposto a stretto giro di tweet, Daniele Nahum, responsabile Cultura PD di Milano e provincia: “Questo è lo stile di chi organizza convegni con associazioni che considerano l’omosessualità una malattia #noisiamodiversi”.