Expo e incontro omofobo: la protesta corre sul web

Maroni non indietreggia. E sul web è mobilitazione tra boicottaggi e indizione di presidii

La Regione Lombardia non intende indietreggiare. Secondo quanto riporta Repubblica, mentre Maroni continua a non commentare, la risposta del Pirellone è affidata all’assessora alla Cultura Cristina Cappellini, che aprirà i lavori del convegno sulla cosiddetta famiglia naturale previsto per il 17 gennaio e pubblicizzato con il logo Expo . “Il convegno promosso legittimamente e convintamente da Regione Lombardia – ha dichiarato Cappellini – ha come unico scopo quello di riflettere sul valore e sul futuro della famiglia naturale, che per noi rappresenta il modello cardine di famiglia”.

Intanto la protesta continua sul web e in particolar modo sui social network.

Sulla pagina ufficiale dell’Expo, fioccano i commenti indignati di utenti che chiedono chiarimenti e invocano il boicottaggio, commenti spesso cancellati dagli amministratori della pagina, come denunciano gli stessi utenti. “Una vera delusione…ho già acquistato i biglietti ma dopo la notizia di oggi non posso fare a meno di pentirmi! Spero che facciano di tutto per togliersi dalla sponsorizzazione” scrive Flavia Montinaro, mentre qualcuno fa ironia, come Artemide Almedia Baraldi che scrive: “Buongiorno EXPO omofobo, riposato bene oggi?”.

E c’è anche chi arriva ad augurare il fallimento dell’Esposizione: “Expo2015 è Omofobia. Vi auguro il fallimento”, scrive Emiliano del Vecchio. Alcuni utenti, poi, stanno diffondendo tramite i commenti ai post sulla pagina di Expo il testo della lettera, redatto dai Sentinelli in Piedi di Milano (che potete trovare qui ), da mandare agli organizzatori dell’Esposizione per chiedere la rimozione del logo dalla locandina. Un vero e proprio mail bombing, a cui contribuisce un altro testo, tradotto in inglese, portoghese, olandese, spagnolo e francese (lo trovate qui nel commento di Olivier Lassoie).

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Alcune persone hanno contattato direttamente gli espositori italiani. Stefano Arte, ad esempio, ha scritto a Coop e SanPellegrino sulle rispettive pagine Facebook. “Caro Stefano (…) ci teniamo a farti sapere che Sanpellegrino ha scelto di sostenere Expo come opportunità straordinaria di incontro, dialogo e scambio tra nazionalità, culture e tradizioni. Questa è la posizione dell’azienda, che non si associa a nulla che vada in altre direzioni”, ha risposto l’azienda.

Anche Coop ha risposto spiegando che “Coop è partner di Expo 2015 in quanto i temi di questa edizione affrontano questioni che sono in sintonia con i valori Coop (…). “Evidentemente Coop – si legge ancora nella risposta – non può e non vuole controllare tutto ciò che viene organizzato in termini di eventi e argomenti trattati e che espone tra gli altri anche il logo Expo (tra l’altro è chiaro che l’organizzazione Expo decide in piena autonomia su quali eventi possa essere esposto il proprio logo). In ogni caso l’iniziativa alla quale fai riferimento non ci vede in alcun modo coinvolti e riteniamo, peraltro, che non sia in sintonia con ciò in cui crediamo. Grazie di averci contattato”.

Continua anche la mobilitazione. Dopo il presidio indetto ieri dai Giovani Democratici , che si terrà in contemporanea al convegno del 17 in Piazza Città di Lombardia, anche i Sentinelli di Milano hanno dato appuntamento in piazza per lo stesso giorno, nella stessa piazza.

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