Expo e incontro omofobo: la protesta si allarga

L’hashtag #BoycottExpo2015 diventa virale. E alla protesta si aggiungono altri soggetti.

Non si ferma la mobilitazione sulla vicenda del logo di Expo 2015 sulla locandina dell’incontro omofobo promosso dalla Regione Lombardia (si può firmare qui .

Le associazioni dei genitori e delle famiglie rainbow

Il tema dell’incontro, a cui interverrà il presidente della Regione Maroni, è la “difesa della famiglia”. Ed è proprio sul tema delle famiglie che intervengono Famiglie Arcobaleno, Agedo e Rete dei Genitori Rainbow. Con una lettera aperta inviata allo stesso Maroni, all’assessora Cappellini (anche lei tra i relatori dell’incontro), al Ministero degli Affari Regionali, all’Unar e all’Anci, le tre associazioni definiscono l’evento “ennesimo attacco organizzato con alcune figure ed organizzazioni dell’integralismo cattolico contro le persone LGBTI in tema di diritti nel tentativo di negare la liceità delle relazioni di amore tra persone dello stesso sesso e per impedire qualsiasi riconoscimento da parte dello stato alle loro unioni”. “Abbiamo il dovere di ricordare il dolore e la sofferenza che provano migliaia di giovani e meno giovani a causa degli insulti, dell’isolamento sociale, delle discriminazioni e degli atti di omofobia subiti perché omosessuali o transessuali – si legge ancora nella lettera -. E come non tenere in mente i tanti genitori che vivono la scoperta o l’accettazione della loro omosessualità o transessualità da adulti perché da giovani non si sono potuti riconoscere per l’educazione discriminatoria verso le diversità e non hanno aiuto neanche oggi dalle istituzioni per farsi comprendere dai loro figli e figlie che dalla scuola ricevono una educazione sessista e discriminatoria? E i figli di famiglie omogenitoriali che nelle stesse scuole ricevono una educazione che non contempla loro e le loro famiglie?”.

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Fuori dalla Lombardia

“Questo ed altro – concludono – vorremmo poter dire in una sede autorevole se si accettasse un confronto sereno e costruttivo e soprattutto si riconoscesse valore a tutte le persone per come sono e non per come qualcuno le vorrebbe. Con la presente invitiamo la Regione Lombardia a non dar corso all’iniziativa nei termini previsti ma semmai a volerla riprogrammare in modo meno fazioso ed unilaterale”.

E la protesta, che sta già interessando soggetti internazionali, sta anche coinvolgendo il resto d’Italia. I Giovani Democratici del Lazio hanno infatti diffuso una nota in con la quale aderiscono al presidio organizzato dai loro omologhi lombardi in contemporanea all’evento contestato. “Le uniche persone che vanno curate, con un accurato corso di insegnamento al rispetto e alla diversità, sono gli ignoranti e gli omofobi” scrive in una nota in cui annuncia l’adesione al presidio, la Coordinatrice GD Lazio Martina Innocenzi. “Non possiamo accettare che manifestazioni di interesse nazionale come l’Expo diventino un canale per giustificare l’omotransfobia come libertà di opinione – aggiunge Gianmarco Capogna, Responsabile Diritti e Politiche Sociali dei GD Lazio -; la manifestazione si impegni a promuovere i temi che la riguardano e una certa politica lasci fuori le battaglie culturali retrograde che non rispettano il principio di uguaglianza contenuto nella nostra Costituzione”.

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