Expo pressa sulla Regione? Ma il logo è sempre lì

I vertici di Expo starebbero facendo pressing su Maroni, ma dalla società è “no comment”.

Non c’è niente di ufficiale, niente di pubblico, niente di scritto, ma secondo i rumor dalla dirigenza di Expo si starebbero esercitando pressioni sulla Regione Lombardia perché il logo dell’Esposizione Universale sparisca dalla locandina del contestatissimo incontro “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, in programma il 17 gennaio prossimo.

Complice la mobilitazione in atto sul web, le minacce di boicottaggio e i presidii organizzato dai Sentinelli di Milano e i Giovani Democratici in contemporanea all’evento, che su Facebook hanno già raccolto insieme circa 4000 adesioni, i vertici dell’Esposizione avrebbero deciso di intervenire sul Pirellone. Non ufficialmente, se è vero, come riporta Repubblica, che dalla società arrivano solo “no comment”. Secondo alcune fonti, le pressioni sarebbero arrivate a Milano direttamente dal ministero competente. Difficile dire quanto queste notizie siano affidabili, considerato che, di fatto, il logo è sempre sulla locandina e che, appunto, da Expo non arriva alcuna comunicazione ufficiale sulla questione, a parte le dichiarazioni apparse su Facebook e rimosse qualche giorno fa.

Nei giorni scorsi, anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, aveva dichiarato che “i vertici dell’Esposizione non possono fare finta di nulla”. Il Comune di Milano, vale la pena ricordare, è socio di Expo al pari della Regione. E infatti subito dopo il caso sollevato da Gay.it , il presidente della Commissione Expo a Palazzo Marino, Ruggero Gabbai si era dissociato dall’uso del logo dell’Esposizione per questo genere di iniziative definite “oscurantista”. Dal Pirellone, invece, l’assessora Cappellini, il cui intervento aprirà il convegno del 17 gennaio, aveva ribadito l’intenzione della Regione di portare avanti l’iniziativa per difendere “valori in cui crediamo”.

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Ieri, intanto, alcuni deputati di Sinistra Ecologia e Libertà hanno presentato un’interrogazione parlamentare a Renzi, proprio sull’uso del logo per pubblicizzare il convegno omofobo, e i rappresentanti del M5S alla Camera hanno diffuso un comunicato in cui chiedono l’intervento tempestivo della consigliera per le Pari Opportunità del Governo, Giovanna Martelli. In rete, intanto, prosegue la protesta degli utenti del web che continuano a chiedere ad Expo una presa di posizione chiara usando l’hashtag #BoycottExpo2015.