Fabio Canino: “Questo è il governo più omofobo che ricordi, pieno di gay e lesbiche velate”

“Mi manca un figlio e, con pochissima umiltà, le dico che sarei stato un ottimo padre, ma ora è troppo tardi. Rischierei di sembrare il nonno”

Per essere felici ci vuole coraggio e Fabio Canino, quel coraggio, l’ha trovato quando ha mandato l’ultima bozza del suo romanzo, uscito da pochi giorni e già ai primi posti dei libri più venduti, ‘Le parole che mancano al cuore’. Una storia d’amore coraggiosa, forte, a tratti struggente, nata tra due uomini e ambientata in un realtà a dir poco machista come quella del calcio. «Del resto, davanti alle sfide, non mi tiro mai indietro. Ho sempre fatto parte di una minoranza, di un groppo allogeno o di un’opposizione, ma le dirò: non mi ha mai pesato. È la mia normalità ed è forse per questa condizione che oggi sono così coraggioso» racconta il popolare conduttore e giurato di Ballando con le Stelle, davanti ad un bicchiere del suo Prodigiodivino con il quale, da anni, contribuisce a combattere il bullismo omofobico.

Canino, perché raccontare una storia d’amore tra due uomini e ambientarla nel mondo del pallone?

Perché tempo fa, in un’intervista, Marcello Lippi, ex ct della Nazionale, disse che non esistevano gay nel calcio. Che poi, se ci pensa, è un po’ come dire che i calciatori sono tutti biondi e che non ne esistono mori. Quell’affermazione, battute a parte, mi fece molto riflettere. Pensai a come si sarebbero potuti sentire tutti quei calciatori gay dopo aver ascoltato certe dichiarazioni. L’allenatore, in fondo, è quella figura che dovrebbe valorizzare ogni atleta per quello che è, e che dovrebbe esortare tutti a fare gruppo. Invece, un’affermazione di quel tipo, andava esattamente nella direzione opposta e, solo in quel momento lì, pensai che fosse arrivato il momento di raccontare una bella storia d’amore, ambientata in una realtà come quella del pallone, per affrontare l’ultimo tabù rimasto.

C’è molto di lei in questo romanzo, o sbaglio?

In ogni romanzo c’è sempre una parte biografica, più o meno velata, e in questo caso c’è gran parte del mio privato, ma senza nessuna morbosità. Non è un romanzo ipocrita, non ci sono scandali, né tantomeno outing.

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C’è più ipocrisia nel mondo del pallone o in quello dello spettacolo?

L’ipocrisia non ha professione, né tantomeno ambiente: è trasversale. Fa più effetto nel mondo dello spettacolo, perché ci si aspetta sempre un’apertura mentale che molto spesso non c’è. Mentre nel mondo del pallone siamo più abituati a chiusure, a non detti, a menzogne…

Imma Battaglia sostiene che anche in politica, mai come in questo governo, ci siano molti omosessuali.

E ha assolutamente ragione! È Il governo più di destra e omofobo che io ricordi, ed è pieno di gay e lesbiche velate. Trovo questo atteggiamento molto pericoloso per il ruolo che ricoprono. Possono essere ricattati per qualunque cosa e non è detto che non lo siano già!

Nel 2019 è ancora così compromettente dire: “Sì, sono gay.”?

Non credo. Alzare la testa, uscire dalla zona d’ombra ed essere sinceri, prima con se stessi e poi con il resto del mondo, rende tutti più forti e meno attaccabili dai soliti idioti. Certo è che ci vuole del coraggio, che poi è quello che manca anche a Matteo e Thiago: i protagonisti del mio romanzo.

Marco Tardelli, Myrta Merlino e Fabio Canino durante la presentazione, a Roma, de ‘Le parole che mancano al cuore’

L’ex campione del mondo, Marco Tardelli, durante la presentazione del suo libro ha detto: “Spero vivamente che qualche calciatore di serie A, prima o poi, faccia coming out. 

Marco è un ottimista, oltre che una mente aperta, ed è fortemente convinto che una volta fatto il primo coming out, che chiaramente creerebbe un po’ di caos, sarebbe tutto più semplice. Io sono d’accordo con lui. Da qualche parte bisognerà pur iniziare. Quel che è certo è che i calciatori sono pronti. Ne ho intervistati tanti per scrivere questo romanzo e nessuno di loro ha fatto una piega. 

Davvero?

Certamente! Molti mi hanno detto che se lo augurano e che servirebbe a normalizzare anche la loro posizione. Adesso, se vogliamo, sono considerati come una sorta di specie protetta. Per questo affrontare l’argomento con una struggente storia d’amore, mi sembrava una buona idea. L’amore può aiutare a capire e a rendere tutto più semplice.

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Thiago, uno dei due protagonisti del suo romanzo, è di origine brasiliana ed ha giocato nel Real Madrid. Ogni riferimento a CR7 è puramente casuale, vero?

Lei non ci crederà, ma è proprio così. I grandi campioni vengono spesso dal Sud America e io avevo bisogno di un grande campione per rendere ancora più coraggiosa la storia d’amore. In più la storia di Thiago, che arriva dalle favelas a conquistare il mondo, mi piaceva da impazzire. Per non parlare, poi, dell’approccio romantico che hanno i brasiliani in qualsiasi storia. Certo lo so benissimo che molti faranno raffronti con la storia di Ronaldo che però, a differenza di Thiago, è portoghese e non brasiliano. (ride, ndr)

Parafrasando il titolo del suo libro, quali sono le parole che mancano al suo cuore?

Quelle rimaste lì. Appese. Le parole non dette rovinano anche la più bella delle storie.

Le manca tanto l’amore, vero Fabio?

Certo che mi manca, del resto a chi non mancherebbe? La storia di Thiago e Matteo è un po’ anche la mia, ma purtroppo, in amore, dagli errori si impara sempre troppo poco…

Di lei e del suo privato non si è mai saputo molto.

E non è una scelta casuale. Con questa storia, che comunque è molto romanzata, è la prima volta che mi apro all’esterno. Rileggendo il libro mi rendo conto che è un po’ come se avessi fatto una lunga seduta d’analisi, dove mi guardo e rivedo tutto quello che ho fatto di bello, e di brutto, nel mio percorso sentimentale.

Al settimanale Spy ha dichiarato che le è dispiaciuto non essere diventato padre. Il desiderio di paternità svanisce con il passare degli anni?

No il desiderio rimane eccome, ma ci si fa una ragione dell’impossibilità della cosa. Avrei voluto un figlio e avrei voluto crescerlo io. Non avrei mai accettato che crescesse con una baby sitter, ma con il mio lavoro non è mai stato possibile prendermi un anno sabbatico per dedicarmi interamente alla mia vita privata. Forse sono stato egoista? Può darsi, ma adesso che potrei, rischierei di sembrare il nonno del bambino e quindi, mio malgrado, meglio rinunciare.

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Si è mai chiesto che padre sarebbe stato?

Spessissimo e con pochissima umiltà le dico che sarei stato un ottimo padre! Vedo che con i figli dei miei amici riesco ad instaurare un rapporto bellissimo. Mi piace portarli al cinema, a teatro, ai musei e mi diverto a fargli fare tutte quelle cose che i genitori spesso non fanno fare. E allo stesso tempo mi piace starli ad ascoltare.

Cosa le dicono?

Mi parlano delle loro storie d’amore e io mi diverto a dare consigli senza mettermi in cattedra e senza fare l’adulto tutti i costi. Sì, sarei stato proprio un bravo papà.

Voltando pagina, avrebbe voglia, una volta per tutte, di spiegare perché il suo programma cult ‘Cronache Marziane’ è stato chiuso?

Non lo so! Forse dava fastidio a qualcuno? Dovrebbe chiederlo a Mediaset, non a me. Io so solo che ancora oggi, a distanza di anni, molta gente vorrebbe che lo rifacessimo. Del resto sono stati rifatti tanti programmi perché non quello?

Intanto, Cronache Marziane a parte, si diverte a ‘Ballando con le Stelle’. Chi vincerà quest’anno?

Non ci crederà, ma io, lì, mi diverto tantissimo. Per la vittoria è ancora presto fare un pronostico. Posso però dirle che, mai come quest’anno, gli uomini sono più forti delle donne, escludendo la favolosa Milena Vukotic.

A Dani Osvaldo, ora concorrente nel talent di Milly Carlucci ed ex giocatore, ha parlato del suo romanzo?

Sì! Era molto curioso di leggerlo, ma non credo l’abbia ancora fatto. Le farò sapere cosa mi ha detto non appena lo leggerà.

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@fabiocaninoreal