Family Day: associazioni gay fuori dalla parata anti-Dico

Le principali associazioni gay si chiamano fuori dalla manifestazione del 12 maggio prossimo: il mondo cattolico ancora una volta usano la difesa della famiglia per la negare pari diritti ai gay.

ROMA – Quando è stata annunciata la data del 12 maggio per la grande manifestazione “Più Famiglia” in un primo momento le associazioni nazionali Agedo (associazione dei genitori di omosessuali), Arcigay, Arcilesbica, Famiglie arcobaleno (associazione papà e mamme omosessuali), e Liff (Lega italiana famiglie di fatto) avevano comunemente annunciato che avrebbero partecipato (vedi Family Gay). “Siamo famiglie italiane. – si leggeva nella nota congiunta – Siamo genitori di figli gay, che amiamo vedere felici con i propri compagni. Siamo coppie conviventi da vent’anni, senza diritti ma con un forte consapevolezza dei nostri doveri reciproci. Siamo mamme lesbiche che amano i propri figli, anche se per lo Stato una di noi due è un’estranea.” Le esperienze di tutte le democrazie avanzate dimostrano che sostenere le famiglie tradizionali può benissimo essere fatto riconoscendo i diritti e i doveri anche delle altre realtà sociali. In Italia, purtroppo, sostenere la famiglia è diventato un artifizio furbetto per pretendere di negare diritti ad altri, evidentemente ‘sgraditi’ alla morale cattolica. Basta leggere il Manifesto del Forum delle Associazioni Familiari cattoliche e quello emesso in occasione dell’annuncio del Family Day per rendersene conto. Ecco dunque che dopo attenta lettura di tali ‘manifesti’ ideologici tutte le principali associazioni GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) hanno annunciato che non si presenteranno.

Per Arcilesbica parla la presidente nazionale Francesca Polo: “Gli organizzatori hanno gettato la maschera ammettendo che la loro sarà una manifestazione contro una parte delle famiglie italiane e contro una legge sulle unioni civili. A quella manifestazione aderiscono anche organizzazioni di estrema destra. In quella piazza si inciterà alla discriminazione verso le persone omosessuali. Il nostro posto è altrove.” “Sosteniamo quelle famiglie di fatto gay, lesbiche ed etero e i genitori di omosessuali che vorranno prendere parte alla manifestazione per rivendicare la fine di un apartheid sociale e giuridico – aggiunge Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay -. Al contrario, siamo esterrefatti delle posizioni di chi, fra le forze politiche del centrosinistra, dichiara di voler aderire alla Family day in quanto ne condivide il manifesto che è decisamente discriminatorio e antieuropeo”. Meglio dunque concentrarsi sul 12° Congresso nazionale di Arcigay, dal titolo “Siamo famiglie: pari dignità, pari diritti”, che si terrà a Milano come previsto dall’11 al 13 maggio.

Anche la Liff (Lega italiana famiglie di fatto), per bocca del suo presidente, Aurelio Mancuso, annuncia che non parteciperà al family day. “Ora che gli organizzatori della manifestazione sono venuti allo scoperto, e gli intenti sono più chiari, – spiega – possiamo dire con certezza che in piazza anche noi, dopo Arcigay e Arcilesbica che già hanno annunciato la loro diserzione, non ci saremo. Abbiamo voluto rifletterci molto – continua Mancuso – perché, da parte dei nostri iscritti, ci sono pervenuti in questi giorni diversi messaggi di apprezzamento per la nostra adesione”. Era stato ben giudicato, continua il presidente Liff, “il nostro atteggiamento che con la nostra presenza ci poneva in una situazione di confronto con le organizzazioni cattoliche promotrici dell’evento che avrebbe sottolineato che anche noi, persone conviventi, siamo famiglie”. Quindi “ogni aiuto dato alle famiglie era un aiuto anche a noi”. Ma, sottolinea Mancuso, “allo stato attuale, non possiamo accettare che una manifestazione che si dichiari a favore della famiglia alla fine finisca per essere una piazza ostile al governo, ai Dico e anche alle nuove famiglie”.

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Da Roma Rossana Praitano, Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, fa sapere che l’associazione “valuta i fondamenti e gli scopi del Family Day come totalmente agli antipodi rispetto alle richieste del movimento omosessuale e transessuale italiano, ma anche come contrapposti a qualunque idea nuova e diversa di famiglia. Con occhio più attento le basi del Family Day mettono in discussione la possibilità stessa di riconoscimenti e tutele per i comportamenti personali e affettivi dei cittadini non coincidenti con l’etica cattolica. È indubbia l’importanza che tali contenuti emergano chiari, affinché il dibattito culturale e politico non ne venga inquinato, e affinché ognuno, che scelga di aderire o meno, ne sia pienamente consapevole e responsabile.” Per la portavoce del Mario Mieli “È chiaro come il sole che il Family Day non è a favore della famiglia, intesa ampiamente come entità storico-sociale, e nemmeno vuole spingere per i cosiddetti “aiuti alle famiglie”, al di là dei corollari usati strumentalmente come ad esempio i sostegni ai redditi deboli. La manifestazione è contro le tutele giuridiche rivolte ad ogni tipo di famiglia diversa da quella ritenuta giusta dai promotori. Conseguenza lapalissiana è che la manifestazione è contro ogni riconoscimento delle coppie omosessuali, dunque contraria ad ogni raggiungimento della piena equiparazione di tutti i cittadini, al di là del loro orientamento sessuale. Il Circolo Mario Mieli vede invece nell’appuntamento del Pride del 9 giugno a Roma l’occasione per tutti di scendere in piazza per rivendicare contenuti esattamente contrari a quelli del Family Day, in perfetta coerenza con 35 anni di battaglie politiche e culturali del movimento omosessuale e transessuale. Il Family Day caricherà il Pride di ulteriore urgenze e necessità. Il Pride unitario e nazionale, ossia posto da tutte le associazioni omosessuali e transessuali italiane, si fonderà sui concetti di laicità, piena autodeterminazione dei singoli, pari dignità e pari diritti, temi sicuramente condivisi anche da molte persone che gay non sono e che troveranno in quell’appuntamento l’occasione per ribadirli con forza. Valutiamo quindi come impossibile che qualunque associazione gay possa trovare nel Family Day un qualsiasi tipo di vicinanza, così come immaginiamo impossibile che le singole persone omosessuali e transessuali possano aderire a idee che negano la loro stessa esistenza.”

Al momento Agedo e Famiglie Arcobaleno non hanno ancora revocato la loro adesione al Family Day. (Roberto Taddeucci)