Family Day: la “famiglia” che esclude le famiglie

Le associazioni delle famiglie gay e dei genitori di omosessuali non andranno al Family Day delle esclusioni: solo rifiuto e emarginazione.

ROMA – La decisione era già nell’aria ma ora è ufficiale. L’Family Day etero-cattolico che si tiene a Roma il 12 maggio.

Nello spiegare le ragioni dell’assenza dalla piazza la presidenza dell’Agedo spiega di trovare “fortemente discriminante il tentativo di chiudere in un ghetto la famiglia tradizionale con il vedere nemici in ogni altra forma di unione riconosciuta fra persone che si amano, perché solo l’amore che unisce può realmente cementare una coppia”, aggiungendo che è il “sentimento che permette un progetto di vita in comune teso alla mutua assistenza, soprattutto nei momenti difficili che sempre si incontrano lungo l’arco della vita; l’amore vissuto in una coppia porta anche al riconoscimento dei diritti e dei doveri, al suo interno e verso la società”. Proprio per questo le unioni uomo-donna, in quanto ricchezza per la società tutta, sono state tutelate con l’istituto giuridico del matrimonio civile. Oggi si chiede un’estensione di tali tutele anche a quelle coppie che non volendo o non potendo accedere (é il caso dei nostri figli) al matrimonio, necessitano per vivere serenamente di potere godere dei diritti di cui già godono le nostre famiglie, attraverso un riconoscimento giuridico che preveda anche la loro affettività, il loro essere legame d’amore, il loro essere ricchezza per la società tutta. L’Agedo riconosce, indipendentemente dalle argomentazioni che coincidono con la morale cattolica, “che le famiglie sono la base della società e che estendere il concetto di famiglia sarà vantaggioso per tutta la società”, come del resto è dimostrato nei paesi europei dove già, in modo civile, vengono riconosciute le unioni al di fuori del matrimonio e le unioni omosessuali. Ben venga quindi un bel sì alla famiglia ma per tutti, certi che gli italiani sapranno intuire il valore positivo di una regolamentazione istituzionale. L’Agedo sottolinea come nel Family Day vi sia una manifesta volontà di far emergere un unico modello di famiglia che ha diritto alle tutele dello Stato e che vede negli altri modelli un pericolo o, ancora peggio, una minoranza senza diritti alcuni. Non ravvisando in tale manifestazione situazioni di accoglienza e di dialogo, ma solo di rifiuto ed emarginazione, le famiglie dell’Agedo quindi sono costrette ad astenersi dalla partecipazione.

Giuseppina La Delfa (nella foto), presidente di Famiglie Arcobaleno, spiega che anche tale associazione non parteciperà al Family Day “dal momento che la manifestazione del 12 maggio non è una manifestazione per la Famiglia ma una manifestazione contro le Famiglie che non siano quelle sancite dal matrimonio, preferibilmente religioso e cattolico. Famiglie Arcobaleno è un’associazione che propone invece di ripensare la Famiglia e che rivendica in particolare il fatto che le nostre famiglie omogenitoriali, diverse e varie fra loro, sono una possibilità di crescita per la società tutta. È chiaro ormai che il Family Day non desidera rappresentare e difendere le famiglie ma vuole portare avanti un discorso non soltanto omofobo ma chiuso e intollerante ad ogni tipo di apertura ad altro. La famiglia viene creata dall’amore e dalla responsabilità non dalla natura e dalla tradizione. Sfileremo al Gay Pride di giugno con i nostri figli – conclude La Delfa – per rivendicare dei diritti per tutte le famiglie di fatto.” (RT)

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