FAMILY DAY: UN TRIONFO. FAMILY GAY: UN TONFO

Più di un milione al Family day, poche migliaia in piazza Navona. I gay sono rimasti a casa. Adesso che fare?

Dal palco del Family day il primo annuncio: "siamo 500.000", seguito a poca distanza dal secondo: "siamo 750.000". L’ultimo, non confermato dalla questura come i precedenti, fa esultare la piazza: "siamo più di un milione". Per quanto il dato possa essere gonfiato una certezza c’è: in P.zza Navona, alla contromanfestazone Orgoglio Laico organizzata dai radicali, sono presenti poche migliaia di persone. Una sconfitta per la laicità.

L’ennesima dopo il referendum, perso, sulla fecondazione assistita e dopo la percentuale esigua che la Rosa nel Pugno ha ottenuto alle ultime elezioni.

Ogni volta la sensazione è la stessa: sembra che tutto vada a gonfie vele, che qualcosa stia cambiando da un momoento all’altro, che l’Italia la pensi diversamente dalle gerarchie cattoliche. Salvo poi doversi amaramante ricredere. L’Italia è ancora fortemente attaccata alla sua Chiesa. Gli italiani non indugiano nel seguire i consigli delle gerarchie cattoliche e di quel mondo politico che preferisce i divorzi alle unioni di fatto.

In Piazza San Giovanni ci sono 2 ministri: Mastella e Fioroni. In Piazza Navona ci sono Emma Bonino, Pecoraro Scanio e Mussi. C’è anche tutta la sinistra radicale, Giordano di Rifondazione, ad esempio che tuona contro il nascente Partito Democratico: «Guai a quella forza di sinistra che contrappone sociali ai diritti civili. Oggi si sta formando un soggetto di sinistra che non declina pienamente la laicità». Le grandi assenze si sentono, come quella quella di Fassino. «È vergognosa l’assenza oggi dei Ds: non c’è neanche una loro bandiera. – urla al microfono Alessandro Cecchi Paone dal palco di Orgoglio Laico – Vergogna, dove siete?». In Piazza San Giovanni invece, i leaders del centrodestra ci sono tutti: Fini (AN), Cesa e Casini (UDC), Berlusconi (Forza Italia) il quale si affretta a dire «Ho rotto gli indugi stamattina dopo aver visto la vignetta vergognosa di Vauro sul Manifesto». Sulle agenzie fa dichiarazioni anche Don Benzi, prete sempre in mezzo alle prostitute (per salvarle, sia chiaro): «Io andrei anche a piazza Navona, ma vorrei parlare e invece non me lo permetterebbero». E ancora: «non esiste scientificamente l’omosessualità, è una devianza». E vabbè. Speriamo non tutti la pensino come lui.

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Oggi, in P.zza San Giovanni, abbiamo visto una Chiesa organizzata, che è riuscita a far salire la gente sui pullman, sui treni, sui traghetti, che ha mobilitato gli anziani ma cosa ancora peggiore ha mobilitato un sacco di giovani. Gli scandali interni non hanno fermato i credenti nel seguire un’istituzione oggi più forte e radicata che mai. Lo dimostrano i numeri. I laici, di fronte al Family day erano invisibili e muti, pochi, pochissimi.

Che fare? Se lo dovrà chiedere la parte sinistra del Parlamento e quella destra coi suoi pochi membri laici. Se lo dovrà chiedere Fassino e i DS che stanno confluendo nello stesso partito della Binetti. Se lo dovrà chiedere il movimento gay italiano riunito nel congresso di Milano e che non è ancora riuscito a fare dei gay una lobby come in altri paesi. La Chiesa è pronta alla guerra e noi stiamo a guardare. Da casa.

di Daniele Nardini