Fanno discutere le parole di Renzi sulle unioni civili

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Tensioni in maggioranza. Laura Boldrini:è l'ora delle unioni civili. Problemi su stepchild

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Diverse sono le reazioni che hanno suscitato le dichiarazioni del Presidente del Consiglio , Matteo Renzi, rilasciate durante la conferenza stampa di fine anno di ieri pomeriggio. Nella conferenza stampa, il Premier ha ribadito il suo impegno a portare a casa unioni civili e legge contro l’omofobia entro il 2016, mettendoci – ha dichiarato – “la stessa energia che ho messo sulle riforme costutuzionali sulle riforma dei diritti, non sole le unioni civili ma anche lo Jus soli e il terzo settore e l’associazionismo”: “queste non sono cose di sinistra ma di buon senso“, ha commentato Renzi. Dopo i commenti a caldo di Arcigay, ecco invece le dichiarazione dei politici tra ieri ed oggi, piccolo anticipo del “calvario” che ci aspetta dai primi giorni del 2016 al 26 gennaio, quando il ddl Cirinnà sulle unioni civili tornerà in Senato ed avrà due giorni per essere votato.

Prima di darvi conto delle dichiarazioni di oggi, vi anticipiamo i risultati del sondaggio che abbiamo realizzato ieri sulla credibilità da dare alle parole del Presidente del Consiglio. La comunità LGBT pare spaccata a metà: ad oltre 500 voti arrivati, il 49% gli da fiducia e il 51% gliela nega. Per la precisione il 31% dice che sarà la volta buona, il 18% pensa che farà le unioni civili perchè ormai si è troppo esposto, il 10% ritiene che non gliele faranno passare mentre il 41% definisce le sue parole come le “solite promesse farlocche”.

“Su temi come questo non si deve arrivare al muro contro muro ideologico, va cercata una sintesi e poi bisogna decidere per dare ai cittadini le risposte di cui hanno bisogno”. La presidente della Camera, Laura Boldrini, sollecita stamani – in un’intervista al Mattino – una soluzione sulle unioni civili: “Non possiamo lasciare nel guado tutte le coppie che aspettano di vedere regolamentate le loro unioni, sono persone vere e la politica ha il dovere di dare risposte”. “Come presidente della Camera – afferma – io ho il dovere di essere ottimista. Bisogna essere capaci di rinunciare alle contrapposizioni ideologiche e dare certezze normative“.

“Leggo su qualche organo di informazione resoconti sul confronto in atto sul tema delle unioni civili, nei quali il mix tra titolo redazionale e frasi a me attribuite rischia di ingenerare equivoci che merita dissipare” dichiara in una nota Walter Verini, capogruppo PD in commissione Giustizia. “Penso che l’Italia debba al più presto avere una legge sulle unioni civili, che ponga fine ad una situazione di discriminazione omofobica e a pregiudizi che impediscono al nostro Paese di essere simile, su questo, ai Paesi civili e democratici. – precisa il parlamentare – E penso che il lavoro compiuto dal PD al Senato sia di grande valore e una base che può trovare un’ampia condivisione. Su questo tema, che è davvero arrivato all’ultimo miglio, è giusto secondo me evitare approcci ideologici o evocare vincoli di maggioranza che non possono esistere“. “Sia nel PD che tra i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione ci può essere l’occasione per raggiungere insieme un traguardo civile di grande valore. – chiarisce quindi Verini C’è solo il tema della stepchild adoption che vede posizioni diverse. Personalmente non ho problemi a votarla. Se si riuscisse a rispondere ai dubbi di chi paventa che questa norma possa essere anticamera di chissà quali pratiche di maternità surrogata e mercificazione di uteri in affitto, sarebbe certamente utile e toglierebbe anche alibi a chi in realtà usa questi argomenti per bloccare tutto. Secondo me ci si può lavorare, per esempio definendo con precisione modalità e possibilità di questo strumento”.

Interviene sul tema anche Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri: “Proibire l’adozione del figlio del partner legittimo, anche nel caso di coppie omosessuali, non significa dunque scongiurare il ricorso all’utero in affitto, ma -aggiunge- stabilire che bambini e ragazzi, rimasti orfani del padre o della madre, debbano essere espulsi con la violenza dal nucleo di affetti e di relazioni con cui hanno condiviso, spesso dalla nascita, le fondamentali esperienze di vita, quando invece l’obiettivo da perseguire, nel loro interesse, è che i partner siano entrambi coinvolti, e tenuti giuridicamente, alla loro cura“.

Di tutt’altro avviso, ovviamente, il Presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi: “Il presidente Renzi ha giustamente trattato il tema più come segretario del Pd che come capo del governo, ha escluso ovviamente il voto di fiducia, ha riconosciuto soprattutto in questa materia la libertà di voto dei suoi stessi parlamentari. Rimane però il fatto che l’Italia affronta questo tema profondamente lacerata dall’iniziativa tutta ideologica di chi vuole rivoluzionare la prima parte della Costituzione e i principi della tradizione nazionale. E in più l’Italia non è la Francia e nemmeno la Germania perché vi è un senso comune che ben rispetta tutte le relazioni affettive ma attribuisce alla sola famiglia naturale la funzione procreativa e genitoriale. Di qui il pericolo di un aspro conflitto sociale prima ancora che politico e il certo ricorso al referendum nel caso di approvazione del ddl Cirinna’. Può una nazione già attraversata da fenomeni disgreganti affrontare una ragione così profonda di divisione? Può il Pd cambiare la Costituzione materiale con una nuova maggioranza? E pensare che tutto ciò non abbia effetti sulla dimensione pubblica?”.

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