“Felice chi è diverso”, il film sull’omosessualità nel dopoguerra

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Cosa significava essere gay durante il fascismo e nel dopoguerra, fino ai primi cambiamenti degli anni '70? Un film con la regia di Gianni Amelio lo vuole raccontare....

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Prodotto dall’Istituto Luce e per la regia del grande maestro del cinema Gianni Amelio, il film “Felice chi è diverso” ricostruisce la storia dell’omosessualità in Italia, dal ventennio fascista ai primi anni settanta, in rapporto alle immagini prodotte dai principali mass-media italiani.
Il racconto, però, oltre che sulle immagini, si basa sul racconto di quella storia l’ha vissuta in prima persona. Per questo gli ideatori del progetto cercano, in tutta Italia, persone omosessuali che vissuto direttamente gli anni della guerra e del dopoguerra di questo paese e che siano disposte a raccontare la propria esperienza. L’obiettivo è quello di raccogliere testimonianze al fine di arricchire la documentazione necessaria alla realizzazione del film.

La produzione fa sapere che le testimonianze rimarranno nel più assoluto anonimato e che la privacy di chi vorrà raccontare la propria storia sarà rispettata al massimo.
La ricerca è indirizzata soprattutto a persone vissute ai margini, confinate nelle province italiane, nel mezzogiorno d’Italia, dove essere visibili è già difficile adesso e lo è stato, a maggior ragione, in anni come quelli del fascismo e del dopoguerra fino agli anni ’60, quando essere apertamente omosessuali era impossibile perfino nelle grandi città.
Chiunque fosse disposto a raccontare la propria storia o voglia segnalare qualcuno pronto a farlo, scrivendo all’indirizzo costabile05@hotmail.com oppure tramite il gruppo Facebook .

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