Figli coppie di fatto: legge li equipara ai figli legittimi

Un testo in attesa di approvazione da parte del Parlamento mette sullo stesso piano i figli nati all’interno di un matrimonio a quelli delle coppie di fatto e a quelli adottati.

Una legge appena approvata dal Senato e ora al vaglio della Camera punta a eliminare le disuguaglianze che ifnora vigevano tra figli naturali (ovvero nati da coppie non sposate) e adottati, e figli legittimi (quelli nati all’interno del matrimonio).

Al contrario di questi ultimi, infatti, i figli naturali e quelli adottati non hanno legami di parentela "collaterali", ma solo "in linea diretta" ovvero, agli occhi della legge, hanno una madre e/o un padre, ma non una zia o uno zio. La situazione diventa paradossale se si pensa che, considerato che quella tra fratelli viene considerata una parentela "collaterale" i figli di genitori non uniti dal matrimonio, quindi non legittimi, non sarebbero parenti fra loro.

Un assurdo che in un paese in cui le coppie di fatto sono sempre più una realtà di rilievo, assume i contorni del paradosso.

Basti pensare, ad esempio, che dei figli legittimi si occupa il Tribunale ordinario, mentre i figli naturali o adottati sono competenza del Trubinale per i minorenni. In caso di eredità, poi, se i genitori di due o più fratelli non sono sposati, in caso di morte di un fratello, l’altro non rientra nell’asse ereditario se non dopo tutti gli altri parenti legittimi fino al sesto grado.

Il testo che attende di essere approvato dal Senato e poi dlala Camera, ma che ha già ricevuto l’ok della commissione giustizia del Senato, invece, punta a sanare questo gap, a partire dal tribunale di competenza che, varata a legge, sarà per tutti quello ordinario. Ma soprattutto, il nuovo testo, elimina ogni differenza di trattamento. I figli, dunque, che siano adottati, nati all’interno del matrimonio o figli di una coppia di fatto (cosa che in Italia riguarda 1 bambino su 4), saranno uguali davanti alla legge.

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