FIOCCO ROSSO IN CASA GAY

Nasce il Coordinamento Omosessuali dei Comunisti Italiani, dedicato a Pasolini. Parla la portavoce Rosalba Carena: Faremo in modo che i partiti si occupino dei diritti gay non solo nel mese del Pride.

ROMA – Fiocco rosso nell’ambiente gay: è nata una nuova associazione. E’ il Pasolini – Coordinamento Omosessuali dei Comunisti Italiani, formazione – evidentemente di sinistra – che sta al Partito di Cossutta come il Cods sta a quello di Fassino. Il primo nucleo è nato a Torino pochi mesi fa, ma lentamente sta sviluppandosi su tutto il territorio nazionale. Hanno aperto una sede nella regione Veneto, e il coordinamento nazionale è già attivo. E per contattarlo, è sufficiente inviare una email all’indirizzo [email protected]

Ci si potrebbe chiedere se, nel dare la nascita a questo movimento, ha contato di più l’opposizione all’attuale governo di centro-destra, oppure l’insoddisfazione per quanto poco è stato fatto nel precedente governo di centro sinistra. Ci si potrebbe chiedere se questo coordinamento risponde alla logica della mobilitazione della "base" che – a detta di molti – è l’evento più significativo degli ultimi tempi, dal G8 di Genova in poi. Ma per capire meglio le ragioni e le rivendicazioni del neonato raggruppamento omosessuale, non c’è niente di meglio che chiederlo a colei che si presenta come "portavoce nazionale": Rosalba Carena. A lei chiediamo di raccontarci la storia della nascita del "Pasolini"…

«Il Coordinamento Pasolini e’ nato dopo un periodo di riflessione da parte della sottoscritta e di altri compagni sulla necessità che le associazioni e i gruppi che si occupano di tematiche gay e lesbiche debbano essere integrati con il mondo della politica e dei partiti. Secondo noi, senza i partiti e la loro collaborazione, il movimento nel suo insieme non riesce a produrre quegli effetti necessari ad ottenere, almeno, che i progetti di legge giacenti al Parlamento siano discussi. La costituzione del Pasolini ha come primo obiettivo proprio la possibilità, essendo un coordinamento interno di Partito, di far pesare costantemente e proficuamente le tematiche gy, lesbiche, bi e transex. Il nostro principale scopo è riuscire a far sì che i partiti, a partire dal PdCI di cui facciamo parte, si occupino dei diritti dei gay 365 giorni all’anno e non solo nel "mese dei Pride"».

Perché il nome di Pasolini nell’intestazione di un Coordinamento degli omosessuali del partito dei comunisti italiani?

Per ricordare un compagno che, nonostante fosse stato emarginato dal PCI proprio in quanto omosessuale, si è sempre dichiarato comunista e ha sempre portato avanti, con coscienza critica, le tematiche degli esclusi.

Avete già aperto le sezioni del Piemonte e del Veneto del coordinamento. Chi sono le persone che partecipano alla vostra attività? Sono solo attivisti del PdCI o si rivolgono a voi anche omosessuali non schierati politicamente?

Chiunque può partecipare alle nostre attività. Si avvicinano a noi anche omosessuali non schierati politicamente, cioè senza tessere di partito, ma che si riconoscono negli ideali della sinistra, e che vogliano lavorare per ottenere visibilità, e un riconoscimento oltre che formale anche reale. Per aderire al Pasolini è sufficiente una mail in cui si dichiara la propria adesione. Ovviamente all’inizio abbiamo fatto riferimento a compagni iscritti o simpatizzanti del partito, che hanno incominciato a portare all’interno del movimento le nostre proposte e i nostri progetti, allargando cosi la schiera degli amici che collaborano con noi.

Da dove nasce la necessità di una nuova organizzazione omosessuale che lavori al fianco di Arcigay e dei CoDS?

Secondo noi, non è più possibile rimanere indifferenti a ciò che sta accadendo nel nostro paese. Anche le associazioni e i gruppi gay devono impegnarsi e occuparsi delle varie tematiche che stanno interessando il paese – come il dibattito sull’ articolo 18 e sull’immigrazione – prendendo una posizione e smettendo di restare alla finestra a guardare, come se quello che accade non ci riguardasse. Dobbiamo occuparci dei nostri diritti, ma anche di quelli di tutti i cittadini indipendentemente dal fatto che siano etero o gay. L’Arcigay, secondo noi, è un’associazione molto importante con la quale intendiamo collaborare attivamente, ma noi vorremmo ampliare il nostro campo d’azione perché oltre ad essere glbt siamo anche cittadini di questo paese.

Gay di sinistra e gay di destra. Come giudichi l’attività di GayLib, l’associazione di omosessuali di centro-destra?

Sinceramente non li conosco. Ritengo che la loro attività sia importante quanto la nostra. Ovviamente non abbiamo gli stessi ideali, ma penso che, per quanto riguarda la conquista dei nostri diritti, siamo sulla stessa barca. Certamente se qualcuno di GayLib fosse disponibile ad un confronto, sarei disponibile a discutere e a confrontarmi.

Quali sono le vostre iniziative prossime future e quali gli obiettivi a lunga scadenza?

La nostra prossima iniziativa è quella di gestire uno stand alla Festa Nazionale de "La Rinascita" che si terrà a Torino dal 29 agosto al 15 settembre. Nell’ambito della festa partiremo con una campagna di petizione a livello nazionale, per impegnare il parlamento a discutere quei progetti di legge che sono da anni giacenti alla camera. Contemporaneamente stiamo preparando una giornata di studio, che dovrebbe tenersi nel mese di novembre, su quanto siano stati importanti i comunisti nella conquista dei diritti civili, a partire dalla Costituente.