Firenze: gay e lesbiche esclusi dal raduno Scout

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Sospetta ideologia discriminatoria dietro la cancellazione di due “botteghe” per l’uguaglianza e contro l’omofobia che avrebbero dovuto tenersi al raduno internazionale scout Roverway 2006.

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Si è concluso oggi a Loppiano, vicino Firenze, il Roverway 2006, raduno internazionale degli scout e guide rivolto ai giovani tra i 16 e i 22 anni, occasione d’incontro per i giovani associati delle due associazioni per lo scoutismo e del guidismo (WOSM e WAGGGS Europa) che lo hanno organizzato in tandem con le italiane la CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Esploratrici Italiani, Scout Laici) e l’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), il tutto col patrocinio della provincia di Firenze. Dall’evento, che vede la partecipazione di più di 5000 giovani di diversi paesi europei, sono state escluse all’ultimo momento due iniziative che avevano l’intento di promuovere la tolleranza e il rispetto per le diversità, contro le disuguaglianze e le emarginazioni.
Patrizia Colosso, Presidente Associazione Lista Lesbica Italiana, ha denunciato pubblicamente il grave episodio di discriminazione: «Per chi non lo sapesse in Italia sono presenti due diverse associazioni: una laica e minoritaria, CNGEI, e l’Agesci, di tradizione cattolica. Su invito del CNGEI, durante il meeting, Katia Aquafredda, ex scout e fondatrice della Lista Lesbica Italiana, e Piera Zani – che ha collaborato con Azione Gay e lesbica al Progetto Europeo “Daphne” per combattere la violenza nei confronti dei giovani gay e lesbiche – avrebbero dovuto tenere uno workshop dal titolo: “Gender trouble. Viaggio tra i generi per sconfiggere l’omofobia”. Ma la bottega, per usare il sottocodice scout, è stata cancellata dal programma per l’intransigenza dell’Agesci che ha portato, di fatto, anche alla soppressione di un’iniziativa di Arcigay, curata da Fabio Saccà, nell’ambito del progetto europeo “All different all equal”, precedentemente concordata. Dopo aver sollecitato e ottenuto uno scarno comunicato ufficiale da parte del capo scout Lorenzo Maggini del CNGEI sulla soppressione della bottega come Associazione abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al “popolo” e cioè ai capi e alle ragazze/i scout. Abbiamo perciò pubblicato sul nostro portale, www.listalesbica.it, il resoconto della vicenda e due lettere aperte tradotte in diverse lingue insieme a un logo con tenda e sfondo arcobaleno con la preghiera di scaricare stampare e far circolare il materiale il più possibile. E sabato 12 agosto la riscossa: alcuni capi del CNGEI dopo aver stampato il logo multicolore sulle magliette hanno distribuito i volantini con le lettere tenda per tenda e i ragazzi dell’Arcigay, che dal logo hanno tratto adesivi, confermano che è il gadget più richiesto tra tutti!»
Per Katia Acquafredda il workshop “Gender Troble” da realizzare al campo «doveva essere il fiore all’occhiello con cui il CNGEI presentava ai ragazzi e alle ragazze delle associazioni scout europee un modo laico di approcciare le tematiche legate all’omosessualità e alla sessualità in generale, ma così non è stato. L’AGESCI, la più numerosa associazione scout italiana, cattolica, ha posto il veto sulla nostra partecipazione al campo, e l’invito è stato ritirato. Non è cosa da poco per un’organizzazione educativa così largamente diffusa nel nostro Paese e nel mondo: si tratta di una scelta che non esitiamo a definire violenta. “Perchè violenza è obbligare l’altro a far sogni non suoi, a far propria una forma di vita che non gli appartiene e che lo nega radicalmente in ciò che ha di più inalienabile e personale: la libertà di costruire un legame d’amore con chi gli corrisponde” (Margherita Graglia e Paolo Rigliano, “Gay e Lesbiche in psicoterapia”, Raffaello Cortina Editore). Ricordiamo, se fosse necessario, che l’omofobia è tra le cause principali di depressione e suicidio negli adolescenti. Se non ci credete, chiedetelo ai ragazzi, direbbe così anche il vecchio Robert.» Il riferimento è a Robert Baden Powell, fondatore ai primi del ‘900 dello scoutismo. E pensare che il campo fisso a Loppiano era definito sul sito ufficiale dell’evento “Città del dialogo…città della fraternità”. (Roberto Taddeucci)

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