Fornero tranquillizza Cei: nozze gay sarebbero crisi sociale

Il ministro frena gli entusiasmi di chi aveva creduto in suo endorsement dei matrimoni gay e fa pace con la Chiesa. “Nessuna equiparazione con famiglia. Coppie gay devono avere diritti individuali”.

No ai matrimoni gay ma attenzione ai diritti delle persone. Lo ha ribadito oggi il ministro Elsa Fornero con una lettera al quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, in cui ha voluto puntualizzare che col suo recente invito a una "riflessione aperta" sulle coppie di fatto e gay non intendeva certo parificarle al matrimonio né tantomeno attaccare la famiglia tradizionale. "Non ho auspicato che le unioni di fatto, sia etero sia omosessuali, siano equiparate alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, ma semplicemente invitato ad aprire gli occhi sulle diverse realtà che stanno emergendo e a non dimenticare, e meno che mai a discriminare, i diritti dei singoli individui che vi si riconoscono e che chiedono con forza un riconoscimento", ha scritto il ministro Elsa Fornero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha anche la delega alle Pari opportunità, a pochi giorni dalle polemiche nate in seguito alle sue dichiarazione per la Giornata della famiglia.

La crisi sociale oltre a quella economica – "Senza queste risposte, si

acuirebbe un altro fattore di instabilità sociale, oltre a quelli di carattere economico resi più acuti dalla crisi in atto", ha aggiunto. Il ministro ha sottolineato che le sue dichiarazioni sono state riportate "in modo distorto". "Richiamare l’attenzione su una realtà, ancorché scomoda, non significa affatto esprimere giudizi, ma porre problemi, e invitare a riflettere – ha osservato -. Prendere atto di una situazione sociale e personale di disagio diffuso e auspicare la ricerca di soluzioni che rimuovano tale disagio è cosa ben diversa dall’esprimere giudizi negativi sulla famiglia".

La reazione delle associazioni – La posizione del ministro, insomma,

è la stessa del centrodestra, oltre che di buona parte del centrosinistra per non dire del centro casiniano. E di questo prendono atto le associazioni gay, come Arcigay, il cui presidente dice: "Ritiriamo gli applausi che abbiamo rivolto al Ministro Fornero per una dichiarazione di qualche giorno fa, laicamente favorevole ai diritti per le coppie dello stesso sesso e cioè, ‘si deve affrontare con visione aperta anche il tema delle persone dello stesso sesso che chiedono di essere famiglia’". "Auspichiamo che il Ministro Fornero, – dice Paolo Patanè – piuttosto che rassicurare i vescovi, riesca a rassicurare i cittadini non solo lgbt che il peso delle sentenze, delle raccomandazioni dell’ Unione europea, dei principi di eguaglianza e non discriminazione della nostra Costituzione e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, nonchè il sostegno della società italiana rilevato dall’Istat, contino decisamente qualcosa per il Governo della Repubblica". L’associazione radicale Certi Diritti giudica le parole del ministro "Incomprensibili, incoerenti e davvero strabiche", "sia rispetto a quanto accade nel resto dell’Europa, sia rispetto agli sviluppi della stessa giurisprudenza costituzionale italiana che ben due anni fa, con una sentenza che evidentemente pochi hanno letto con attenzione, scioglie del tutto ogni tipo di riserva sule unioni tra persone dello stesso sesso ed il valore costituzionale che le stesse unioni hanno".