FORZA ITALIA TROPPO A DESTRA SU UNIONI

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Intervista all’onorevole Dario Rivolta di Forza Italia, proponente un progetto di legge sulle coppie di fatto, secondo cui il suo partito, su questi temi, ha assunto una linea...

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ROMA – Le ritrosie ideologiche sulle unioni di fatto infiammano il dibattito politico. La maggioranza di centro-sinistra è spesso sottoposta ai ricatti della sponda degli integralisti cattolici. Secondo loro ogni riconoscimento pubblico delle coppie (etero e omosessuali), al di fuori del matrimonio, metterebbe a repentaglio l’istituto matrimoniale, “la famiglia” e addirittura (secondo una bislacca teoria paranoide che prevede un improbabile boom di “unioni gay” anche tra chi gay non è) il futuro stesso della razza umana. L’onorevole Dario Rivolta, di Forza Italia, non vede alcun pericolo di questo genere, tant’è che ha recentemente depositato il suo progetto di legge sul riconoscimento delle coppie di fatto, già presentato (senza andare da nessuna parte) durante il quinquennio del governo Berlusconi. Lo abbiamo intervistato.

Onorevole Rivolta le coppie di fatto nel tessuto sociale sono esistono già, eppure ufficialmente non esistono. Come si fa a capire, senza isterismi, cosa fare dal punto di vista legislativo?
Ci sono diversi ambiti in cui la vita sociale e democratica si manifesta. In tutti questi ambiti però, da liberale, occorre sempre rispettare la certezza del diritto. Ritengo che sia necessario far sì che dal punto di vista giuridico, senza scorciatoie, si arrivi a riconoscere quello che è il dato esistente. La mia proposta di legge non vuole inventare nulla ma parte proprio dal presupposto che ci sono delle realtà quotidiane e sotto gli occhi di tutti che non trovano però una legittimazione giuridica.

A queste realtà fanno parte anche le “formazioni sociale” citate dall’articolo 2 della Costituzione nelle quali ogni cittadino svolge la sua personalità?
In senso lato si potrebbe inserirlo, ma non dobbiamo bendarci gli occhi o ricorrere a scorciatoie. Le convivenze, o coppie di fatto, dello stesso sesso o di sesso diverso, sono realtà quotidiane. Non dobbiamo cercare di strappare il consenso e la legittimazione di queste realtà dando particolari interpretazioni ad articoli esistenti.

L’Unione Europea e il parlamento europeo sono anni che chiedono agli stati membri di riconoscere pari diritti a quelli delle famiglie tradizionale…
Quando il Parlamento Europeo chiede ai vari stati di dare una legittimazione giuridica alle varie forme di convivenza lo fa proprio rivolgendosi a quegli stati come l’Italia che non hanno ancora dato questa copertura giuridica. Credo che dobbiamo accogliere l’invito del Parlamento Europeo e provvedere in modo chiaro a dare uno stato giuridico alle convivenze.

La sua proposta è stata recentemente ripresentata. Sono state fatte delle modifiche rispetto alla versione che fu depositata nel 2003?
Abbiamo apportato delle leggere modifiche che più che altro mirano a prevenire dei possibili abusi. Dal momento in cui si riconoscono ai due conviventi alcuni diritti, come quello del subentro nel contratto d’affitto, o il poter fruire dell’eredità o della pensione di reversibilità, c’è il rischio che qualcuno possa approfittare di un anziano o di un malato, anche per la facilità con cui si possono aprire e ufficializzare queste convivenze e con conseguenze sulla collettività. Abbiamo quindi posto alcuni limiti di tempo di convivenza per poter avere diritto al subentro nel contratto d’affitto in caso di morte dell’intestatario. Noi abbiamo messo 5 anni, ovviamente sui tempi si può discutere.

Per le coppie nelle quali uno dei due partner non è cittadino dell’Unione Europea ci sono grossi problemi anche semplicemente nel poter rimanere insieme, perché il permesso di soggiorno non viene concesso. Ritiene che sia una cosa giusta?
Noi sappiamo già che avvengono dei finti matrimoni…

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Per le coppie nelle quali uno dei due partner non è cittadino dell’Unione Europea ci sono grossi problemi anche semplicemente nel poter rimanere insieme, perché il permesso di soggiorno non viene concesso. Ritiene che sia una cosa giusta?
Noi sappiamo già che avvengono dei finti matrimoni, che però è e rimane una cosa più complicata, se non altro perché per poter essere sciolto ha necessità dell’autorizzazione sociale che avviene attraverso i tribunali. Il contratto di convivenza della mia proposta invece può essere sciolto in qualunque momento anche per la semplice volontà di uno solo dei contraenti. Se è possibile l’abuso per favorire l’immigrazione impropria tramite il matrimonio figuriamoci cosa succederebbe se la stessa possibilità fosse data a una contratto di convivenza.

Affrontando però questo problema dal punto di vista delle coppie omosessuali ci si chiede: se il principio di uguaglianza vale, o dovrebbe valere, per tutti, invece di punire le coppie omosessuali per colpa dei matrimoni di convenienza messi in piedi dagli eterosessuali non sarebbe più giusto e saggio contrastare questi raggiri stabilendo dei criteri chiari e precisi che però dovrebbero valere per tutti quanti?
Dal punto di vista teorico concordo. Ma dal punto di vista dell’applicabilità pratica io non ho fiducia nel fatto che il nostro Stato possa organizzare forme di controllo e di tutela che siano ragionevolmente certe. In linea di principio sono d’accordo, ma visto che dobbiamo tenere conto anche della realtà pratica e temo che sarebbe molto difficile riuscire a far fronte a quegli abusi.

Non si potrebbe prendere spunto dai tanti paesi che hanno normative di questo genere? Le chiedo questo perché si continua a non dare una risposta adeguata e soddisfacente alla seguente domanda: perché i diritti delle coppie gay e le lesbiche che vivono in Italia devono essere sacrificati per fronteggiare problematiche che sono conseguenza di comportamenti scorretti e illegali di coppie eterosessuali?
La mia proposta di legge riguarda sia le coppie etero che quelle omosessuali quindi, volendo seguire il suo ragionamento, il trattamento sarebbe lo stesso per entrambe le tipologie di coppie…

Con la differenza che le coppie eterosessuali possono sposarsi, cosa impossibile in Italia per le coppie dello stesso sesso.
Sposandosi però è più complicato, perché per sciogliere il matrimonio ci sono rischi, di carattere patrimoniale, maggiori e anche dei rischi di denuncia di una delle due parti… Io non credo che l’evoluzione del costume in Italia consenta di voler prendere in considerazione l’ipotesi di matrimonio tra omosessuali.

Neanche in una delle forme alternative come le Unioni Civili che sono state adottate, ad esempio, in Gran Bretagna?
È una forma alternativa. Io non escludo che un domani la variazione del costume possa rendere accettabile alla società il fatto di avere un matrimonio tra omosessuali, ma non mi pare di cogliere oggi questa disponibilità…

Per l’appunto si sta cercando di far passare, almeno, forme più leggere che non siano equiparate al matrimonio. In queste forme più leggere non ci dovrebbe essere più uguaglianza fra tutti?
All’interno di queste forme leggere c’è uguaglianza, sia tra omosessuali che eterosessuali.

Lei che tipo di supporto ha avuto da parte del suo partito per la sua proposta di legge?
Non ho avuto supporto, ma neanche l’ho chiesto. Ho agito nell’ambito di quella che è la funzione di un parlamentare. Diversi membri del mio partito hanno concordato. Se si considera che si calcola che il 50% dei parlamentari non consulta regolarmente la posta che viene loro inviata ritengo che tra il 50% che statisticamente l’hanno consultata ho già avuto un buon riscontro.

La discussione sul tema adesso è rovente…
Sì e mi auguro che si arrivi presto a una soluzione legislativa. Credo che abbiamo già aspettato troppo ad affrontare questo tema e che le prudenze che da alcune parti, politiche e non politiche, sono state manifestate in questa direzione sono prudenze di cui si deve tener conto ma che non devono vincolare la libertà del legislatore.

A chi si riferisce?
Ad alcuni laici che a mio giudizio non hanno ancora colto la realtà del costume e della società italiana di oggi e ad alcuni ecclesiastici che ritengono peccaminoso o comunque improponibile di poter parlare di queste forme di convivenza.

Non le provoca nessun problema il fatto che in Forza Italia, nata come partito di impronta profondamente liberista e liberale, diversi vostri esponenti su certi temi hanno assunto posizioni sempre più indistinguibili da quelle ultra-clericali di esponenti dell’UDC quali Buttiglione, Volontè e dello stesso Casini?
Su questo voglio ricordare che almeno un esponente dell’UDC, l’onorevole Mazzone, appose la sua firma su quella proposta di legge e quindi mi auguro che anche in questa legislatura lui e magari anche altri suoi compagni di partito vorranno apporre la loro firma. Per quanto riguarda più strettamente il mio partito io mi dispiaccio di dover constatare che in Forza Italia ha assunto un peso, superiore a quello che vi attribuirebbero gli elettori, una componente conservatrice che poco ha a che fare con la visione liberale alla quale Forza Italia si ispira. E credo, questa è la mia sensazione, che il nostro leader sia più liberale di quanto non siano molti altri componenti del partito.

Silvio Berlusconi ha annunciato che sul tema delle coppie di fatto Forza Italia non ha una linea di partito precisa e lascia libertà di voto di coscienza ai propri parlamentari.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

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