Franceco Zanardi interrompe lo sciopero della fame

Accolto all’Ambasciata spagnola, chiedendo asilo politico, Francesco Zanardi, dopo oltre un mese, ha interrotto lo sciopero della fame. Ecco le sue parole

Roma – Accompagnati dalla senatrice Radicale Donatella Poretti, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia venerdì mattina hanno depositato la loro richiesta di asilo politico presso le ambasciate di Spagna, Francia, Belgio e Olanda.

Dopo 35 giorni Francesco Zanardi ha però deciso di interrompere lo sciopero della fame, iniziato il 4 gennaio scorso davanti Montecitorio insieme al compagno Manuel, dopo aver depositato la domanda di asilo politico all’Ambasciata spagnola, rifiutata.

Queste, nel frattempo, le sue parole: "Comunico che ho interrotto lo sciopero della fame intrapreso il 4 gennaio scorso davanti a Montecitorio portato avanti per 35 giorni, ancora ora nella più totale indifferenza delle istituzioni italiane, a nulla sono servite le mail degli italiani, le mie, quelle delle associazioni, persino i richiami del’Unione Europea sono stati totalmente ignorati dai nostri politici, una classe politica sorda, che non ci rappresenta affatto.

"Questo tentativo di dialogo – prosegue la nota -, condiviso da milioni di italiani e personalmente cominciato come un enorme gesto di amore, si sarebbe trasformato in un gesto di egoismo se fosse continuato, un gesto che avrebbe penalizzato per prima, proprio la persona alla quale era dedicato. Ho continuato perché c’erano le possibilità e la voglia di non deludere coloro che hanno riposto in me la loro fiducia, si voleva arrivare almeno ad un punto di partenza, capire e fare capire semplicemente quanto fosse forte il silenzio su questo argomento, in modo tale da cominciare a costruire un discorso basato non su stereotipi ma sulla realtà".

Ti suggeriamo anche  A "Chi L'ha Visto?" parla Federico, picchiato perché gay: si cerca il branco

"Sono soddisfatto del risultato che tutti insieme abbiamo ottenuto, l’UE e gli stati membri ci hanno sostenuto e appoggiato moltissimo. Chi ha saputo guardare ha trovato una strada percorribile, che non è purtroppo quella della politica italiana, una classe politica che assolutamente non rappresenta una enorme parte di italiani e che li costringe dietrole porte della repressione".

"Alle prossime regionali spero che gli italiani non credano più alle promesse mai mantenute da quelle persone che non hanno mai affrontato questo problema, tranne che in campagna elettorale, persone che non provano l’amore che proviamo noi, persone che non ci tutelano ma che allo stesso tempo compiono un gesto ben più grave non tutelando neppure le loro famiglie.

Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto che ha aperto una strada e che non ha intenzione di fermarsi. Si va avanti".

di Federico Boni