Francesco e Manuel chiedono asilo politico alla Spagna

Dopo oltre un mese di sciopero della fame, Francesco Zanardi, a causa del silenzio della politica italiana, ha chiesto asilo alla Spagna, ricevendo un NO. Nel frattempo, nella notte è stato ricoverato

Roma – Ricovero per lipotimia e sindrome depressiva, dovuta alla prolungata mancanza di alimentazione e all’eccesivo stress di questo ultimo periodo. E’ stata una notte agitata quella vissuta da Francesco Zanardi, da oltre un mese in sciopero della fame e finito alla Guardia Medica di Savona. Sottoposto a cure di idratazione e di pronto soccorso, Francesco ha rifiutato il ricovero in ospedale, lanciandosi in una nuova battaglia.

Visto il totale silenzio della politica italiana, che si riufiuta di rispondere al suo drammatico appello, e a quello di Manuel, inizialmente insieme a Francesco in sciopero della fame, affinchè vengano semplicemente calendarizzate le varie proposte per il riconoscimento delle unioni civili e/o per il matrimonio gay, i due hanno chiesto asilo politico alla Spagna, in quanto in base alla Convenzione di Ginevra si ritengo perseguitati dallo Stato Italiano perchè omosessuali, e quindi "per la loro appartenenza ad un determinato gruppo sociale ".

L’art. 1 della Convenzione di Ginevra stabilisce espressamente che il titolo di rifugiato si può applicare a chi “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo una cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra".

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A rispondere all’evidente provocazione dei due Pedro Fernandez, portavoce dell’Ambasciata spagnola a Roma, che ha così immediatamento spento ogni possibile entusiasmo: "prendiamo seriamente in considerazione le istanze di chi attua una protesta come lo sciopero della fame. Abbiamo anche parlato con Zanardi, siamo sempre pronti ad ascoltarli. Ma come ambasciata di Spagna non riteniamo che in Italia i gay siano discriminati". "Abbiamo ricevuto almeno una trentina di mail di altre coppie gay italiane che ci hanno chiesto asilo politico – continua Fernandez parlando ai microfoni di CNRmedia – prendiamo molto sul serio questa vicenda ma, ripeto, non possiamo concedere alcun asilo perche’ non riteniamo che in Italia vi siano atteggiamenti discriminatori contro i gay. Ogni paese europeo ha la sua legislazione in materia, non entro nel merito di quella italiana ma posso dire che non riteniamo vi siano i pressupposti per definirla discriminatoria".

Francesco e Manuel però non mollano, confermando che venerdì mattina si presenteranno all’Ambasciata spagnola di Roma per chiedere asilo politico. A supportarli, a partire dalle ore 20:30, davanti l’Ambasciata di Spagna in Largo della Fontanella di Borghese, 19, una fiaccolata pacifica, che vedrà arrivare nella capitale la  "Fiaccola dei diritti", partita proprio da Savona sabato 23 gennaio.

Una convocazione dal ‘basso’, in perfetto stile We Have a Dream, per sostenere la battaglia di Francesco e Manuel e rinnovare ancora una volta l’invito ai politici italiani a prendere in considerazione le istanze legittime e non rimandabili all’infinito delle persone omosessuali.

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di Federico Boni