Francesco Tommasi, 20enne picchiato da 6 minorenni perché gay

Insultato e pestato da un branco nel centro città in pieno pomeriggio. Ennesimo caso di omofobia all’italiana.

Ancora omofobia, in questo 2018 drammaticamente infinito.

L’ultima denuncia arriva da Vittoria, nel Ragusano, con Francesco Tommasi, 20 anni appena, aggredito in pieno pomeriggio, verso le 14:30 , da sei ragazzi probabilmente minorenni. “Mi hanno picchiato dopo avermi chiamato ‘frocio’”, ha denunciato con coraggio Francesco, come riportato da LaRepubblica.

Stavo parlando al telefono e uno di loro mi ha detto di prestargli lo smartphone. Io mi sono rifiutato e mi hanno spinto, sempre insultandomi. Ho reagito e lì si sono scatenati, colpendomi con pugni alla testa”. A salvare il giovane dalla cieca furia omofoba del branco, il titolare di una pizzeria, che l’ha accolto nel locale. Francesco, in passato già vittima di omofobia, ha denunciato quanto accaduto al commissariato. Dura la nota di Arcigay Arcobaleno degli Iblei, per bocca del presidente Igor Marco Garofalo.

I fatti accaduti ieri a Vittoria sono sintomo che la civiltà di cui tanti parlano, è ancora lontana. Servono azioni decise, atte a migliorare il territorio. Ragusa è sempre stata terra di accoglienza e di inclusione.
L’omofobia non è un concetto astratto, è una brutta belva che molti pensano lontana, quasi inesistente ma invece è fra noi. Che si insinua tra le persone, che si nutre del silenzio generale. L’omofobia è una malattia.
E oggi più che mai dobbiamo impegnarci per eliminarla, che impedisce la pari opportunità di esercitare diritti e doveri che sono la base della democrazia. Ed essa è ciò che a Vittoria è venuta a mancare con l’aggressione al nostro Francesco Tommasi, al quale va la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno. Abbiamo già contattato la vittima, alla quale abbiamo già offerto i nostri legali. Ringrazio  i comitati vicini al nostro che si sono attivati insieme a noi per contrastare questa malvagità accaduta.”. In settimana, a pochi giorni dal Natale, ci sarà un flashmob proprio in città, per far capire che “la maggior parte della popolazione è con lui, ma anche che esiste un problema omofobia”.

Un problema mostruoso, malato, che mai come quest’anno ha abbracciato l’Italia intera.