Condannato a 10 mesi di carcere l’aggressore della trans Julia Boyer

Multa e carcere per l’aggressore, accusato di odio transfobico.

L’aggressione era avvenuta il 30 marzo 2019, in Place de la République a Parigi, durante una manifestazione contro Albdelaziz Bouteflika, ex presidente algerino. Julia Boyer, donna transessuale in fase di transizione, è stata insultata da un ragazzo di 23 anni, Seddiq A. Dopo gli insulti, Julia Boyer si è avvicinata, ma è stata travolta da una serie di spinte e schiaffi, e solamente l’intervento di alcuni agenti hanno evitato il peggio. Il 23enne è stato identificato e denunciato e ieri è stato dichiarato colpevole.

I giudici, nella sentenza, hanno spiegato che l’aggressione si è trattata di una:

violenza volontaria, senza conseguente danno d’inabilità totale al lavoro, commessa per motivi di identità di genere.

Oltre ai 10 mesi di carcere (4 dei quali sono già sospesi), la sentenza prevede un risarcimento  alla vittima di 3.500 euro, mentre altri 1.500 euro andranno alle associazioni SOS Homophobie, Stop Homophobie e Mousse, le quali erano in tribunale come parte civile a sostegno di Julia. L’avvocato difensore ha affermato che questo è stato:

un processo di tutte le persone trans.

L’aggressore non potrà nemmeno contattare la donna o avvicinarsi alla sua abitazione.

L’aggressione di Julia Boyer

A confermare la colpevolezza inequivocabile, un video che mostra tutta la scena. Prima erano iniziati gli insulti, cori contro la sua persona, lanci di bottiglie, e infine la violenza fisica. Seddiq invece, per mezzo dei suoi avvocati, aveva spiegato che aveva insultato e picchiato la donna, ma non per il fatto che fosse transessuale. Secondo i suoi legali, dunque, non c’è alcun odio transfobico, e che la pena sarebbe ingiusta.

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Ma i cori e gli insulti ci sono stati, alla presenza di molti testimoni.