Fratelli d’Italia: “Il patrocinio al Puglia Pride? Una mortificazione”

La maggioranza attacca il sindaco di Lecce per il patrocinio, non ancora concesso.

E’ polemica al comune di Lecce per il patrocinio che l’amministrazione potrebbe al Puglia Pride che si svolgerà in città il prossimo 28 giugno, una delle tappe dell’Onda Pride .

A dare fuoco alle polveri è il capogruppo in consiglio di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Pierpaolo Signore che con una lettera aperta inviata alla stampa, attacca il sindaco Paolo Perrone, del suo stesso partito.

La prima critica ha a che fare con la concessione del percorso e di un presunto doppiopesismo nel rispetto della libertà di manifestazione che, secondo Signore, non è valso “il 31 maggio scorso quando, sempre a Lecce, le stesse associazioni (quelle che organizzano il Pride, ndr) hanno pesantemente, e nell’indifferenza delle istituzioni, disturbato Sentinelle in piedi, mentre svolgevano la loro iniziativa silenziosa di critica al d.d.l. Scalfarotto”.

E veniamo agli spazi: “Non capisco perché a Sentinelle in piedi – scrive il consigliere – il Comune ha negato la fruizione di piazza S. Oronzo, e poi il Gay pride può occupare tutte le principali vie urbane”. Ma non è certo una questione legata solo alla logistica, quella sollevata dalla maggioranza di Perrone.

“Il patrocinio del Comune è qualcosa di più: è una forma di condivisione e di appezzamento – continua Signore -. Di che cosa? Di un evento che, per la parte che contiene delle rivendicazioni, punta a parificare il matrimonio fra persone dello stesso sesso a quello fra un uomo e una donna, che esiste in natura, nella Costituzione e nel codice civile; punta a rendere la parificazione assoluta, con la possibilità di adottare e di avere figli mediante fecondazione eterologa; punta a introdurre il reato di omofobia, che – come sta accadendo negli Stati dove è già legge – piuttosto che tutelare le persone omosessuali dalle offese che vengono loro rivolte in quanto omosessuali, in realtà limita fortemente la libertà di opinione e di educazione”.

“Il patrocinio del Comune si traduce di fatto, e al di là delle intenzioni tue e dei consiglieri, che presumo ottime – continua il consigliere -, nella condivisione e nell’apprezzamento anche delle modalità di svolgimento del Gay Pride: sguaiato e irridente verso chi ha posizioni differenti da quelle Lgbt, a cominciare dalla Chiesa cattolica. Tutti abbiamo ben nitide le immagini dei Gay Pride che si sono svolti finora: sarebbe il caso di evitare, se non le offese (che sono inestricabilmente collegate con queste manifestazioni), almeno il sostegno istituzionale alle stesse”.

Ti suggeriamo anche  Perugia Pride 2019, 'la città che resiste': la campagna pubblicitaria e il manifesto politico

Per Signore, in fine, il patrocinio sarebbe una “mortificazione di una condivisione che non avrebbe ragione e giustificazione”.