Free pride Glasgow: le drag queen sono (di nuovo) le benvenute

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Dopo giorni di aspre critiche, il cambio di rotta del comitato organizzativo del pride

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Il Free Pride di Glasgow, che aveva vietato alle drag queen di partecipare alla manifestazione, ha cambiato drasticamente rotta, dichiarando che le drag saranno le benvenute all’evento. Il pride scozzese, che si presenta come l’alternativa “anti commerciale” al più conosciuto Glasgow Pride festival, è finito nell’occhio del ciclone pochi giorni fa, a seguito di un comunicato stampa nel quale era riportato come ogni genere di performance di stampo drag sarebbe stata vietata all’evento in quanto “inappropriata, offensiva e motivo di disagio per i partecipanti transgender “.

Dopo aver scatenato aspre critiche da parte dell’intera comunità LGBT e da volti noti del mondo dello spettacolo, il GFP ha tentato di aggiustare il tiro consentendo la presenza di performer drag… a condizione che quest’ultimi fossero anche transgender. Dalla padella alla brace insomma, ci chiediamo se pensassero di assoldare della security per controllare sotto le gonne.

Tuttavia, dopo un’ulteriore esplosione di biasimi, l’organizzazione del Free Pride ha dovuto capitolare “legittimando” la presenza delle drag all’evento, pur continuando a sottolineare che la loro intenzione non era quella di esprimere un divieto assoluto, bensì una preferenza.

Speriamo che questa “lotta intestina” possa considerarsi definitivamente conclusa con l’ultimo comunicato del GFP:

Non c’è mai stato un divieto per le drag queen rispetto il presenziare al Glasgow Free Pride.

È stato solamente deciso di non prenotare nessun performer drag, provvedimento che è stato evidentemente frainteso. Il GFP ora, accoglie drag performer di ogni genere ed identità di genere. La decisione iniziale era stata presa in quanto molti membri trans del nostro comitato organizzativo hanno avuto esperienze negative assistendo a performance drag che sembravano ammiccare a razzismo, misoginia e la transfobia; inoltre la mancanza di contatti con la comunità drag ha contribuito a peggiorare la situazione. Abbiamo fatto un errore, e ci scusiamo. Il drag rappresenta una forma d’arte, una forma d’espressione e performance, una comunità ricca di storia. Il drag, come tutte le forme d’arte e di spettacolo, può divertire e stimolare. Ma ha anche la capacità di perpetuare atteggiamenti come misoginia, transfobia e razzismo. Il Glasgow Free Pride sarà uno spazio sicuro, accessibile a tutti coloro che vorranno unirsi a noi nei festeggiamenti. Speriamo di imparare da questo errore così da promuovere il tipo di comunità nella quale speriamo di poter vivere presto. Crediamo inoltre che ci sia necessità di maggior dialogo tra le comunità trans e drag. Non vediamo l’ora di creare spazi dove questo confronto si possa svolgere in un clima di comprensione e rispetto reciproco“.

di Davide Bertolino

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