«Frocio» e «squallida checca»: benvenuti in Senato

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S'è rischiata la rissa oggi alla Camera Alta del Parlamento in cui si stava decidento il futuro del governo Prodi sul filo dell'ultimo voto. E contro Cusumano che...

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Che non sarebbe stata una giornata facile per la Camera Alta del Parlamento italiano lo si sapeva. Prodi ha chiesto la foducia in un clima che definire rovente è eufemistico. La caccia all’ultimo voto ha reso tutti nervosi e irascibili. Ma dai rappresentanti del Popolo sOvrano ci si aspettarebbe un comportamento consono, per quanto focoso. Scene poco decorose, per la verità, ne abbiamo viste tante in Palramento, ma oggi si è veramente passato il segno.

Dopo il discorso di Prodi è il momento delle dichiarazioni di voto e il senatore dell’Udeur Cusumano ha dichiara che, contrariamente alle indicazioni rigide del suo partito, lui la fiducia la vota. Apriti cielo. 

Il suo Capogruppo Barbato non c’ha visto più ed ha cominciato ad urlare insulti nei confronti di Cusumano: "pezzo di merda, traditore" e, stando ad alcune voci, anche " frocio". Gli ha fatto eco Nino Strano, sul cui orientamento sessuale gira più di un’indiscrezione, che ha apostrofato il povero cusumano gridando "squallida checca".

"Ancora una volta emerge la barbara omofobia che pervade il nostro Paese e purtroppo non è di casa solo presso alcuni esponenti estremisti del centro-destra o del bigottismo clericale, ma tocca

anche chi dovrebbe dare prova di sobrietà e di stile – dichiara Franco Grillini, deputato socialista -. Capisco che lo stile, in questo momento, non è la principale preoccupazione degli esponenti dell’Udeur, ma usare insulti razzisti nelle aule parlamentari dovrebbe essere non solo vietato, dal buonsenso e dalle norme del regolamento, ma anche severamente proibito dalla propria coscienza. Spiace dover constatare ancora una volta, che l’utilizzo degli epiteti omofobi proviene da personalità, si fa per dire, del mondo cattolico.

Esprime solidarietà a Cusumano anche il Circolo Mario Mieli che in una nota dice: "Rileviamo con estremo disappunto la violenta cultura omofobica che regna tra gli esponenti politici che dovrebbero garantire la democrazia, nel nostro Paese. A tutti costoro va il nostro biasimo per la loro condotta razzista e squallida.

Riteniamo inoltre che non è un caso che proprio da quella parte della politica che si professa più vicina al mondo cattolico arrivino segnali così gravi di discriminazione  nei confronti delle persone omosessuali. Esprimiamo la nostra solidarietà al Senatore Cusumano, oggetto di tale aberrante attacco".

Chi l’avrebbe mai detto che le associazioni omosessuali si sarebbero, un giorno, ritrovate ad esprimere solidarietà ad un esponente di un partito tra i maggiori oppositori delle norme a favore delle persone LGBT?

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