Fronte pedofilo e omofobia latente

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Sgominata banda di pedofili a Roma: ma c'è chi non perde occasione per tirare in causa le lotte omosessuali.

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La notizia è nota a tutti e ovunque ha suscitato indignazione e condanne: nell’ambito dell’inchiesta "Gerione", di lotta alla pedofilia, è stato sgominato un gruppo romano che aveva dato vita a una associazione per la liberazione della pedofilia, e aveva realizzato una ingegnosa rete per organizzare incontri sessuali tra uomini e ragazzini dai 9 ai 14 anni.

Lo sdegno che una simile organizzazione suscita è unanime: ma c’è chi non perde occasione per creare un parallelo tra pedofilia e omosessualità. Soprattutto attaccando la pretesa degli omosessuali di vedere riconosciuti i propri diritti.

E’ il caso di Umberto Melotti, editorialista della Gazzetta di Parma, che nel numero odierno, pubblica alcune considerazioni ai limiti della calunnia: nel tentativo di individuare le cause del comportamento pedofilo, Melotti condanna il tentativo di rendere "normali" comportamenti sessuali che non sono più considerati "tabù"; e nel far questo si scaglia anche contro quei politici che hanno appoggiato e partecipato al Gay Pride 2000. Secondo Melotti, queste altre espressioni del sesso «un tempo contrastate (dalla pornografia all’omosessualità), sono ormai tollerate o persino considerate espressione di un’incomprimibile libertà individuale (basti qui ricordare la marcia dell’orgoglio gay dello scorso anno, con la partecipazione di sindaci con fascia tricolore e di ministri e segretari di partito in cerca di una pubblicità che peraltro non ha molto giovato alle loro fortune elettorali)».

L’autore dell’articolo, si lancia persino in un acrobatico paragone tra il sedicente "fronte di liberazione dei pedofili" al quale aderivano gli arrestati nell’ambito dell’inchiesta "Gerione", e le strutture dei movimenti di liberazione omosessuale: Melotti, bontà sua, aggiunge che questi ultimi «peraltro si limitavano a propugnare il diritto a tale manifestazione della sessualità fra adulti consenzienti».

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