“Per i gay un bagno a parte”: il cartello omofobo in un agriturismo nel Salento

La difesa della proprietaria: “L’aveva affisso la vecchia gestione ed era coperto”.

Un cartello che indica un bagno riservato ai gay nella tenuta Le Camporelle di Cavallino, vicino a Lecce: lo ha denunciato l’associazione Lea, parlando di “indicazione indegna e omofoba“, anche se la proprietà dell’agriturismo replica: “Nessuna discriminazione, il cartello è sopra le porte dalla precedente gestione ma è sempre stato coperto e non abbiamo mai pensato di toglierlo perché non si vedeva“.

Nelle foto diffuse sui social si vede un pannello in cui il simbolo per i gay è rappresentato da un individuo rosa nella parte superiore e azzurro in quella inferiore. “Un cartello indegno e omofobo” lo definisce l’associazione, la stessa tra l’altro che, poche settimane fa, aveva segnalato l’annuncio apparso su un noto gestore di case vacanze online, nel quale il proprietario di un’abitazione di San Foca indicava che l’affitto non era accessibile alle coppie omosessuali.

“È allucinante che nel 2017 esistano ancora casi di questo tipo, dove si ricalca una grande confusione fra identità di genere e orientamento sessuale” – ha fatto sapere l’associazione Lea – “e lo si fa sfoggiando delle comunicazioni in locali pubblici così fuorvianti e omofobe. Dovrebbe essere il tempo in cui i bagni di qualsiasi locale non presentino più divisioni di nessuna categoria, figuriamoci farlo con questa volgarità e intento discriminatorio. Chiediamo ai gestori della Tenuta Le Camporelle di eliminare immediatamente quel cartello dai bagni del locale e di scusarsi con tutta la comunità LGBTQI* e non” .

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La proprietà de Le Camporelle non ci sta e controbatte: “Qualcuno si è divertito ad arrampicarsi fino a quell’altezza e sbirciare sotto la copertura, fotografando poi il cartello così com’era quindici anni fa. Per noi è sempre stato un pezzo di muro disegnato e null’altro, anche perché i bagni per i clienti sono due, uno per portatori di handicap con porta più grande e l’altro per uomini e donne. Non ci sarebbe stata nemmeno la possibilità architettonica di mettere un cartello del genere. Probabilmente abbiamo fatto male a non toglierlo ma ribadisco che fino a qualche giorno fa non è mai stato visibile“. La proprietaria ha anche aggiunto: “Spesso abbiamo ospitato coppie omosessuali, con le quali abbiamo instaurato bellissimi rapporti, al punto che alcune sono diventate amiche di famiglia“.

L’episodio ha scatenato un vespaio di polemiche sui social e determinato una pioggia di mail, “alcune anche molto offensive” sull’indirizzo de Le Camporelle. “Non mi do nemmeno la pena di rispondere gli atteggiamenti discriminatori non ci appartengono e chi ci conosce ed è stato nostro ospite lo sa molto bene. Mi spiace, però, che qualcuno – forse per scherzo – abbia voluto farci una così brutta pubblicità“, ha aggiunto la donna.

11 commenti su ““Per i gay un bagno a parte”: il cartello omofobo in un agriturismo nel Salento

  1. Veramente non si capisce cosa vogliono questi gay !
    A qualcuno può mai venire in mente che non sia opportuno riprovare, denunciare e ostacolare il comportamento di un uomo che, ad ogni costo, contro ogni regola, pretendesse di introdursi in un bagno per donne ?
    e questo perché di grazia ?
    questo perché, chiaramente, le donne potrebbero sentirsi minacciate, nella loro intimità, dall’interesse sessuale dell’uomo.
    E lo stesso non dovrebbe forse valere anche per gli uomini normali ?
    Al loro forse non è concesso di sentirsi minacciati dalle anomali tendenze di soggetti portatori di devianti appetiti omosessuali ?
    A loro non è concesso di espletare serenamente i propri bisogni fisiologici, senza tema di sguardi corrotti e senza sentirsi obbligati a guardarsi alle spalle?
    A loro non è concesso ?
    Sarebbe questa la tanto decantata parità ?
    È nell’interesse di tutti e norma di vera civiltà, non permettere tale promiscuità, consentendo che i gay abbiano un accesso a loro riservato nelle toilette a disposizione della collettività.

    1. I bambini hanno la fase fecale Lei non l’ha ancora superata si faccia curare Lei la civiltà e la collettività vuve tranquillamente l’omosessualità propria e altrui.

        1. Ridi, piangi, fa quello che ti pare. Ma quello è e resta un cartello umoristico, dato che in quell’edificio non sono presenti bagni diversi a seconda del genere e dell’orientamento sessuale dei clienti.
          Questo continuo piangere vittimismo da parte di certi gay inizia a essere qualcosa di assolutamente patetico e fastidioso, magari non prendersi troppo sul serio ogni tanto e tentare di collegare il cervello prima di gridare omofobia per ogni stronzata…

      1. Lungi da me fare la vittima, infatti il cartello (la cui simpatia comunque mi sfugge) era stato nascosto.
        Dico solo che ultimamente ci sono molti articoli riguardanti il Salento.

        1. che tu colga o meno l’intento ironico del cartello non è un mio problema. In quel locale non è presente un cesso destinato ai soli gay, sarebbe sufficiente questo per chiudere la polemica. Ma evidentemente certi gay esagitati ormai ci marciano fin troppo con questa storia dell’omofobia, anche di fronte a episodi dove l’omofobia non c’è.

  2. queste associazioni di pagliacci stanno iniziando a rasentare il ridicolo. A forza di gridare al lupo al lupo non fanno che indurre la gente e i media a prendere sempre meno seriamente i casi reali di omofobia.
    Perché non connettono il cervello prima di darsi a reazioni isteriche e incontrollate?
    A me sembra più che evidente l’intento puramente ironico di quel cartello, soltanto una persona triste, insoddisfatta e stupida potrebbe interpretarlo come qualcosa di discriminatorio.

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