Gay brasiliano rischia rimpatrio: le nozze con un italiano non valide

Le autorità non riconoscono il matrimonio. Flavio Romani: “Si infierisce sulla disparità”.

Mentre scriviamo, un 26enne brasiliano, appena sbarcato a Malpensa, rischia di essere rimpatriato e di non potere seguire il suo marito italiano. Il ragazzo è stato respinto alla frontiera dopo l’atterraggio e gli è stato vietato l’ingresso su suolo italiano. A denunciare l’accaduto è Arcigay che spiega come adesso il giovane stia per essere imbarcato su un volo diretto verso il Brasile. “Il giovane, inizialmente trattenuto nell’area controlli dell’aeroporto affinché fosse verificata presso la Questura di Cuneo la cessazione degli effetti di un decreto espulsivo emesso a suo carico nel 2013 – spiega l’associazione – , è stato in realtà ricacciato, secondo quanto riferito dai funzionari di Malpensa al legale e senza che mai la Questura di Cuneo fosse realmente interpellata, perché le sue nozze, celebrate dieci giorni fa in Brasile, non risultavano trascritte in Italia ed erano perciò da considerarsi prive di validità ed efficacia nel nostro territorio”. Torna prepotentemente la questione del riconoscimento dei matrimoni egualitari celebrati all’estero, senza il quale si rischia, come pare stia avvenendo in questi minuti a Malpensa, di separare coppie legalmente unite. “Siamo al paradosso – protesta Flavio Romani, presidente di Arcigay – viene richiesta una trascrizione che la circolare dell’attuale Ministro dell’Interno, muovendosi tra l’altro al di fuori delle proprie funzioni, ha espressamente vietato. Prima il danno e poi la beffa”.

Il provvedimento adottato a Malpensa non tiene in alcun conto non solo i tanti provvedimenti che in questi anni hanno riconosciuto il ricongiungimento ai coniugi stranieri di cittadini italiani lgbt, ma neanche la circolare del Ministero dell’Interno datata 26/10/2012 firmata dall’allora ministra Cancellieri, che chiarisce come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, previsto in numerosi Paesi d’Europa e del mondo, deve considerarsi a tutti gli effetti valido ai fini dell’esercizio del diritto di libera circolazione, al seguito di cittadino Ue o italiano. “Quei due ragazzi – prosegue Romani – sono una famiglia, tanto nel Paese in cui sono state celebrate le nozze quanto nel nostro. Ed è proprio in virtù di questa considerazione che il Viminale ha disposto nel 2012 che le Questure rilasciassero regolare carta di soggiorno ai coniugi extracomunitari di cittadini italiani, uniti in matrimonio nei Paesi in cui è normata l’unione tra persone dello stesso sesso”.

“Il comportamento delle autorità italiane infierisce sulla disparità di trattamento delle coppie omosessuali nel nostro Paese – conclude il presidente di Arcigay – forzando al ribasso le poche norme esistenti a loro tutela e mettendo in atto, di fatto, un grave arretramento nel riconoscimento dei diritti”. “Pochissimo abbiamo – aggiunge Romani – e quel poco ci viene pure negato, brutalmente e senza curarsi della vessazione che questi comportamenti rappresentano per chi ne è destinatario. Chiediamo conto al Governo di questa grave ingiustizia e pretendiamo il tempestivo intervento delle autorità competenti, affinché venga ristabilita la piena legalità e venga riconosciuto al giovane brasiliano il diritto di entrare in territorio italiano in quanto coniuge di un nostro concittadino”.

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In attesa di una risposta politica sulla questione, l’avvocato Massimo Pastore che assiste la coppia sta procedendo a presentare una diffida nel tentativo di fermare il rimpatrio del ragazzo.

“Ciò che sta avvenendo a Malpensa è assolutamente inammissibile e le autorità dovranno spiegare questo trattamento del tutto irragionevole e non degno di un Paese civile – ha commentato Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico e attivista per i diritti civili -. Interpellerò il ministro dell’Interno e il ministro degli Esteri, affinché riferiscano al più presto in Parlamento sulla vicenda”. Per Zan “la totale assenza di una legge sulle unioni civili fa accadere anche questo: l’arbitraria violazione da parte dello Stato di diritti inviolabili come la libertà personale e il ricongiungimento familiare. Mi auguro che il giovane venga rilasciato al più presto, libero di soggiornare in Italia a fianco di suo marito”.