Gay e lesbiche colpite da entrambi i fronti nella guerra in Ucraina

Allarme dell’Onu: le persone lgbt le più a rischio nel conflitto ucraino. Ecco perché.

Un allarme arriva direttamente dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu e riguarda il conflitto in corso in Ucraina, dove si combattono filo-russi (che vorrebbero che il paese fosse riannesso al paese guidato da Putin) e coloro che vogliono mantenere l’indipendenza. In mezzo, ci sono le persone lgbtqi. Secondo quanto denuncia l’ONU, infatti, l’unica cosa che unisce i due fronti è la persecuzione di gay, lesbiche, trans e bisessuali.

La Missione di Monitoraggio dei Diritti Umani dell’Onu ha diffuso un rapporto redatto dopo avere osservato quello che accade in Ucraina dal 2 aprile al 6 maggio scorso. Nel documento si legge che sia i filo-russi che i filo-ucraini si rendono protagonisti di episodi di estrema violenza, di minacce e di insulti contro le persone lgbt ucraine, ad est come ad ovest del paese. “Abbiamo ricevuto denunce credibili di attacchi di gruppo che prendono di mira le persone lgbt – scrivono i funzionari delle Nazioni Unite -, seguite da scarse indagini delle forze dell’ordine locali. La questione della difesa dei diritti delle persone lgbt è stata rappresentata scorrettamente e utilizzata in maniera dispregiativa dalle forze politiche locali per screditare gli oppositori”.

La Missione riferisce che la comunità lgbt locale è molto preoccupata per il fatto che entrambi i leader delle formazioni di destra, i cui leader sono candidati per la presidenza, hanno la lotta all’omosessualità tra i loro punti forti. Ma anche il Partito Comunista Ucraino ha fatto dichiarazioni negative riguardo alle questioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Insomma, non c’è differenza tra destra e sinistra per quanto riguarda le discriminazioni e le violenza contro gay e lesbiche in Ucraina, e il conflitto in corso aumenta in maniera esponenziale i rischi per gli individui.

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Inoltre, si teme che possa essere approvata una legge sulla falsa riga di quella già in vigore in Russia che condanna la “propaganda gay” mirata ai minori. Un testo in questo senso, infatti, è stato presentato in parlamento lo scorso 15 aprile.