Gay e lesbiche in piazza il 20 ottobre: ecco i perché

Arcigay, il circolo mario Mieli e altre associazioni LGBT aderiscono alla manifestazione della sinistra. Praitano: “Come al Pride: parità ma anche dignità e laicità”.

Alla manifestazione del 20 ottobre a Roma, quella indetta da Liberazione e Il Manifesto, ci saranno anche le associazioni LGBT.

“Non ho aderito alla manifestazione, ma l’ho promossa insieme ad altre quattordici persone appartenenti ad aree diverse e anche lontane della sinistra sociale – precisa Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay -. Mi è sembrato utile contribuire alla costruzione di un appuntamento che sollevasse alcuni grandi temi non affrontati dal governo Prodi. Per quanto mi riguarda sono convinto che la precarietà che oggi vivono non soltanto i giovani, sia una precarietà di senso, che ha certamente risvolti economici, ma anche aspetti immateriali. C’è un’ampia fascia di popolazione che va dai 16 ai 50 anni che è giustamente inquieta, non è messa in condizione di incidere sulle scelte, che intravede un futuro pieno di incognite. E’ dentro questo quadro generale che si colloca il blocco di ogni tipo di riforma civile, tra cui i nostri diritti”. 

Questa mattina Mancuso e una delegazione composta da Piero Sansonetti direttore di Liberazione, Gabriele Polo direttore del Manifesto, Laura Spezia componente della segreteria della Fiom e la femminista Bianca Pomeranzi  di promotori della manifestazione sono stati ricevuti dal presidente del consiglio Romano Prodi

"Il tema centrale del riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali – ha esordito Mancuso – è stato nei fatti abbandonato da questo governo e ciò significa, che nemmeno da questa legislatura le cittadine e i cittadini LGBT otterranno quei diritti di cui godono i gay e le lesbiche di venti paesi europei".

Su questo punto Romano Prodi ha convenuto, che il movimento ha ragione di protestare e si è detto dispiaciuto di non aver potuto convincere tutta la maggioranza di sostenere il provvedimento elaborato dal governo. 

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"Ho chiesto al Presidente del Consiglio – prosegue il presidente Arcigay – di garantire perlomeno il sostegno di tutta la maggioranza rispetto al provvedimento di estensione della legge Mancino per i reati d’odio contro le persone LGBT che, insieme allo stalking, sarà discusso in sede legislativa dalla Commissione Giustizia della Camera". 

A sfilare per le vie della capitale sabato prossimo ci sarà anche il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. “Sfileremo, come nel Pride di giugno, per la parità, ma anche per la dignità e per la laicità – spiega in una nota la presidente Rossana Praitano -. Del resto molti gay, lesbiche e trans sono sensibili all’emergenza della precarietà, ma anche all’ambiente, alla pace e agli altri temi della manifestazione, problemi di milioni di cittadini che richiedono soluzioni coraggiose e di equità. Il 20 ottobre è un’occasione di democrazia ma anche di partecipazione, perché tanti vogliono essere considerati cittadini ma anche in pieno, cioè in ogni aspetto della propria vita”.

Insieme al Mieli e ad Arcigay ci saranno altri gruppi e associazioni LGBT. “Il Mieli e tanti militanti di associazioni come Arcigay, I ken, Azione gay e lesbica e altre -spiega Praitano – sfileranno dietro un carro con i dj di Muccassassina, pieno di palloncini per ogni tematica, che la drag queen Tsunami farà esplodere come un maremoto di ‘ma anche’ coerenti”.

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