Gay e musulmani è possibile? Risponde il coordinatore del CAIM

Dall’Isis in Siria alla legge anti-islam della Regione Lombardia: cosa sta accadendo?

In una fase storica nella quale Iraq, Siria e Libia sono teatro del terrore Isis tra esecuzioni e video dell’orrore, in Occidente i movimenti xenofobi trovano terreno fertile, alimentando il binomio della paura musulmano/terrorista.

Mentre da una parte provengono video in cui giornalisti, cristiani, omosessuali e, in generale, gli oppositori diventano vittime da sacrificare “in nome di Allah” e della propaganda, nel Bel Paese c’è chi risponde con la “caccia all’islamico”. Impossibile non citare a questo proposito il Consiglio regionale lombardo che, lo scorso gennaio, ha approvato una norma che di fatto impedisce la nascita di nuovi spazi ufficiali adibiti alla preghiera della comunità musulmana. Ebbene sì, nel 2015 la regione governata dal leghista Maroni difende la libertà religiosa: sì, ma solo se sei della religione giusta o del “corretto” orientamento sessuale (convegno Expo docet).

Partendo da questo difficile contesto il magazine Pride ha contattato Davide Piccardo, coordinatore del CAIM (Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano) per fare il punto della situazione.

Piccardo non nasconde il fatto che secondo i dettami dell’Islam i rapporti tra persone dello stesso sesso sono considerati “un peccato abbastanza grave” ma questo non può condurre a “criminalizzare” questi individui, anche perché se i cattolici hanno una figura come il papa che li guida e giudica, ciò non avviene nella religione musulmana: “Noi non abbiamo la scomunica e non proibiamo la comunione a chi è gay. Il rapporto è diretto tra il musulmano e Dio: il fedele deve rendere conto solo alla sua coscienza“.

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Anche per questo – spiega Piccardo – quando l’Isis “Colpisce le persone per il loro credo o per il loro orientamento sessuale diverso, si colloca al di fuori dell’Islam: quei fanatici non hanno nessun titolo per rappresentarlo tutto e neppure per applicare in questi modi barbari la legge islamica”.

L’intervista completa su Pride.