Gay Help Line, associazioni: “Rendere pubblici i dati”

Alcune associazioni lgbt hanno chiesto ad Alemanno una verifica dei dati del servizio telefonico offerto da Arcigay Roma. “300 casi al giorno? Numeri da guerriglia. Cifre siano rese pubbliche”.

Alcune associazioni gay hanno chiesto al Comune di Roma che finanzia la Gay Help Line di rendere pubblici i dati di accesso al servizio. Il numero verde gestito da Arcigay Roma, e finanziato proprio dal Comune, serve infatti per segnalare eventuali casi di omofobia e transfobia, e conoscere il numero di segnalazioni giornaliero aiuterebbe a valutare la dimensione di un fenomeno su cui non si hanno stime di nessun tipo.

Il numero dei casi denunciati agli operatori della Gay Help Line non è mai stato reso noto ufficialmente né da Arcigay Roma né dal Comune, ma per la prima volta Arcilesbica, Associazione Libellula Trans, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Coordinamento Trans Sylvia Rivera e MIT – Movimento Identità Transessuale hanno inviato una lettera per chiedere il dato reale.

"Ci concentriamo su tale richiesta – si legge nella missiva – anche perché anche nell’ultimo episodio romano si è assistito ad un balletto di dati forniti dai giornali sulle percentuali di casi emersi dalla Gay Help Line. A puro esempio riportiamo le percentuali di un quotidiano, Repubblica , tra l’altro diverse da quelle elencate per esempio dal Messaggero, ma entrambe di pura e straordinaria emergenza. Si legge: la Gay Help Line, numero verde nazionale, ha 2000 contatti al mese di cui il 50 % nel centro Italia e soprattutto a Roma (dunque 1000 in un mese); il 30 % di questi sono di violenze.

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Da tali dati si deducono circa 300 casi di violenza, soprattutto a Roma, ogni mese. Una casistica del genere, emergente sui giornali da un servizio legato a una amministrazione pubblica, non può rimanere così indistinta, anche perché in tali termini si prefigura una situazione quasi da guerriglia."

Nato a marzo del 2006 grazie al patrocinio delle istituzioni romane e laziali, il numero verde Gay Help Line è stato contattato nei soli primi  quattro mesi di vita da 10.000 persone a quanto dichiararono i gestori di Arcigay Roma. Numeri pressoché in linea con quelli riportati dalla stampa.

Gay.it ha sentito l’opinione in merito del presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè che si dice d’accordo con la richiesta.

Arcigay Nazionale sa quante segnalazioni arrivano giornalmente alla Gay Help Line?

Sicuramente Arcigay Roma ha questo dato e non ho motivo di dubitare che sarà disponibile a fornirlo. Noi come associazione nazionale non li abbiamo

Perché Arcigay Nazionale non dispone dei dati sulla Gay Help Line?

Perché è dalle associazioni territoriali che dipende la raccolta dei dati e dal Comune la certificazione e la pubblicazione degli stessi.

Il Comune ha mai fornito dati ufficiali sul servizio?

Che mi risulti no, non li ha mai forniti

La lettera chiede di conoscere le cifre esatte. Perché è importante?

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Perché i numeri permetterebbero di fotografare in modo corretto la casistica dei casi omofobia e transfobia nella Capitale e ricostruire il fenomeno con dei riferimenti che lo rendono scientificamente analizzabili in modo più serio e preciso.

Per voi è un problema che questi dati siano resi noti?

No, non soltanto non è un problema ma è indispensabile che questi dati siano pubblicati una volta per tutte

La stampa parla di 300 casi segnalati giornalmente. La lettera li definisce "numeri da guerriglia". Pensa anche lei che siano cifre gonfiate?

Se fossero davvero 300 al giorno il termine guerriglia sarebbe ampiamente giustificato

Pensa che Arcigay Roma agevolerà la pubblicazione dei dati?

Non ho nessun dubbio che lo farà con la massima trasparenza e collaborazione

di Daniele Nardini