I visitatori di Gay.it e l’HIV: ecco le risposte ai nostri test

Un riepilogo critico delle risposte che ci avete dato in queste settimane ai nostri test

Nelle ultime settimane, in vista del 1° dicembre, Giornata Mondiale di lotta all’AIDS, abbiamo messo online alcuni strumenti per capire quale era la percezione dei nostri visitatori sul tema della prevenzione dell’HIV, quali i comportamenti concreti messi in atto, quale era l’interesse sul tema. Su tutto, poi, abbiamo realizzato uno speciale che li raccoglie, insieme ad altri articoli più culturali e ludici.

Il sondaggio in home page

Per alcune settimane, abbiamo messo in home page un sondaggio con un titolo molto diretto: “Quando NON usi il preservativo nelle pratiche sessuali a rischio?”. Volevamo infatti sondare quante “eccezioni” facciamo nel comportamento contro il rischio HIV più sicuro e certo che esista tra i nostri visitatori. Essendo un test semplice, con poche domande, le risposte sono state moltissime, oltre un migliaio.

Come immaginavamo, i comportamenti corretti sono seguiti dalla minoranza dei nostri lettori: solo il 40% ha infatti risposto all’unica risposta corretta al 100% da dare e cioè uso sempre il preservativo.

Un comportamento del tutto scorretto invece viene apparentemente seguito dal 48% dei visitatori: le eccezioni “scorrette” ed insicure più ricorrenti riguardano innanzitutto la coppia (il 23% ha risposto “Solo in coppia, ormai non facciamo più test”). A seguire, c’è un 10% fatalista (“Solo quando mi fido dell’altra persona”, risposta che vuol dire tutto e nulla, trattandosi comunque di un partner occasionale, perchè alla coppia erano dedicate altre risposte), un 4% alla ricerca perenne del principe azzurro e “bono” (“Solo quando l’altro mi piace tantissimo”) ed un 1% che non usa il condom sotto sostanze e quando non è sobrio. Il 10% dei nostri visitatori è stato infine del tutto tranchant, oltre che onesto: non usa mai il preservativo.

Ti suggeriamo anche  La potentissima lobby trans: smontiamo pezzo per pezzo l'ultima delirante menzogna

A metà tra il primo comportamento ed il secondo si collocano infine il 12% dei nostri visitatori: decisamente più prudenti dei secondi, ma anche più fatalisti dei primi. Di questi, l’8% ha risposto con “Solo in coppia, ma spesso facciamo il test”, comportamento che presenta dei rischi ma sicuramente minori ad altre situazioni, ed un 4% che dichiara di non usare il preservativo “Solo quando vedo un test HIV recente del partner”.

Il test di personalità: “Quanto conosci l’HIV? E quanto fai per evitarla?”

Con sei domande, ciascuna con cinque risposte possibili, questo test dà la possibilità di capire a ciascuno di noi, in maniera non scientifica ma comunque verificata da esperti del settore e infettivologhi, a che profilo apparteniamo tra questi: il prudente, l’informato, il fatalista, l’avventato ed il kamikaze.

Con questa batteria di domande, a fronte di quasi 1.000 risposte, le cose sono andate un po’ meglio: il 48% di voi sarebbe prudente, il 31% informato, e solo il 20% sarebbe fatalista, avventato o kamikaze (fatalista 10%, avventato 7%, kamikaze 3%). In questo caso, trattandosi di un test più complesso e con poche risposte trabocchetto, il risultato è stato più confortante, ma forse meno veritiero.

I risultati dei due test, se andiamo a fondo delle cose, non sono poi così tanto discordanti. Infatti, se analizziamo nel dettaglio le risposte alle domande, emergono comunque criticità che nei risultati finali del test non sono state evidenziate.

Ti suggeriamo anche  Stato Civile, da domenica su Rai 3 la nuova stagione - gli spot

Il dato che è emerge più chiaramente dal test è lo stigma nei confronti delle persone sieropositive (che c’è, ma non altissimo, almeno in questo campione), ma soprattutto che le nostre barriere di difesa nel tenere comportamenti di prevenzione corretti si abbassano di fronte

all’AMORE: sono le relazioni, infatti, a creare un perfetto campo minato nel quale ci troviamo a camminare, compiendo comportamenti che ci mettono a rischio di contrarre l’HIV. E non è un caso: è in coppia che infatti, ci dicono le statistiche, si contrae di più il virus.

Prendiamo la quinta domanda: “Hai un relazione con una persona sieronegativa e scopri che è stato infedele. Che fai?”. Oltre il 30% dei visitatori di Gay.it hanno risposto glielo “perdona” non solo in termini di infedeltà ma anche di conseguente aumento del rischio HIV e risponde con un “gli chiederò di fare il test HIV: se risulterà sieronegativo, potremo non usare il preservativo”, come se il pericolo fosse del tutto scampato e sicuramente non si riproponesse ulteriormente.

Prendiamo la terza domanda: “Dopo qualche mese di frequentazione, inizi una relazione. Che fai?”. il 10% di voi ha risposto che “se mi fido realmente di lui, possiamo iniziare a non usare più il preservativo” ed un uguale 10% circa ha risposto che “il preservativo direi che dopo qualche mese di frequentazione possiamo non usarlo più”. Il 20% di voi si mette quindi a rischio, anziché comportarsi come farebbe il prudente (“userò il preservativo sempre e comunque: non mi fido di nessuno”) o l’informato (“se facendo il test saremo negativi e se mi fiderò di lui, potremo fare sesso senza preservativo. Ma test ogni 3 mesi!”).

L’ultima considerazione riguarda la paura nei confronti delle persone sieropositive e la scarsa informazione ancora presente sul tema. C’era infatti una domanda dedicata a questo: “Conosci una persona , la frequenti, ti piace e dopo un po’ ti dice che è sieropositivo. Che fai?”. In questo caso i comportamenti kamikaze e avventato sono entrambi sotto il 2%. Ma spicca, incredibilmente, un oltre 13% di voi che ha risposto al trabocchetto, in modo comunque non corretto: “userò il preservativo solo nelle pratiche sessuali più a rischio”. Quindi: sei in una relazione con una persona che sai essere sieropositiva e perciò in grado di trasmetterti l’HIV, e il preservativo decidi comunque di non usarlo nelle pratiche sessuali meno rischiose di altre, come ad esempio l'”abboccamento”, cioè l’inizio di penetrazione anale (sia da attivo che da passivo). Il 76% delle persone ha infatti risposto da prudente (“userò sempre e comunque il preservativo”), ma solo il 7,6% di voi ha dato la risposta che era comunque corretta, da persona informata (“se la carica virale è non rilevabile, lui fa la terapia con regolarità e controlli ogni 3 mesi, non useremo più il preservativo”). Per approfondimenti sul tema, vi invitiamo a leggere questo bell’articolo di qualche giorno fa.